MORIRE D'AMORE
nella Cina del XVII secolo
La storia di Kamejumiki
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Ms1a 25 – VIII 1 |
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Kamejumiky seduta al telaio nel quartiere di Shishiko cuciva un abito. 2 Tesseva con due fili: uno d'oro ed uno di turchese, arrotolati ad un fuso di corallo. Kamejumiky indossava un abito d’oro e d’argento. 3 |
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Ms1a 25 - IX, 26- I |
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Kamejumiky ripeteva a sé stessa:
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Ms1a 26 - II |
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Kamejumiky lanciò uno sguardo in alto e vide un corvo nero che volava sopra di lei, allora chiese al corvo di accogliere la sua preghiera disperata, ed essere suo messaggero:
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Ms1a 26 - III, IV |
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Allora ti prego, consegna questo messaggio a mio suocero Seshi, alla mia suocera Ciungciung ed a Lagiu, mia amica Nedez-hur: 6 |
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Ms1a 26 - V |
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« Sotto il cielo da cui sono nati gli uomini, le tre stelle maschio Jiu non hanno ancora incontrato nessuna delle tre stelle Kiu femmine che sorgono: di queste tre stelle una sono io. 7 |
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Ms1a 26 - VI, VII |
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Presso il villaggio di Lalar-diu, laggiù dove la pecora non ha ancora esplorato tre dei molti ciuffi d’erba, io vi dico: sono uno di questi tre virgulti. 8 |
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Ms1a 26 - VIII |
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Presso il villaggio si trova un bel ragazzo, e di tutte le giovani donne di sua conoscenza ve ne sono tre con cui non ha ancora avuto alcun incontro: io sono una di loro! 9 |
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Ms1a 26 - IX, X |
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Così soavemente come invitate le vostre greggi, io vi prego: rivolgetevi a me ancora in quel modo! Vi prego, sellate il cavallo Boa con una sella dorata. 10 |
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Ms1a 27 - I |
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Venite ed incontratemi! Prendete me e la mia dote. » 11 |
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Ms1a 27 - II |
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Kamejumiky consegnò al corvo le parole di questo messaggio. Il corvo le accolse, e dall’alto le consegnò. Dunque le parole del messaggio giunsero in basso come il corvo pronunciò:
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Ms1a 27 - III, IV |
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Ms1a 27 - V |
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« Sotto il cielo da cui sono nati gli uomini, le tre stelle maschio Jiu non hanno ancora incontrato nessuna delle tre stelle Kiu femmine che sorgono: io sono una di queste tre.14 |
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Ms1a 27 - VII, VIII |
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Presso il villaggio di Lalar-diu, laggiù dove la pecora non ha esplorato tre dei rigogliosi ciuffi d’erba, io sono uno di questi tre virgulti. Presso il villaggio si trova un bel ragazzo, e di tutte le giovani donne di sua conoscenza ve ne sono tre con cui lui non si è ancora incontrato: io sono una di quelle tre giovani illibate! 15 |
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Ms1a 27 - IX |
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Così soavemente come invitate le vostre greggi, in quel modo chiamatemi, rivolgetevi ancora a me in quel modo. Vi prego! Sellate il cavallo Boa con una sella dorata. » 16 |
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Ms1a 27 - X |
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Ricevuto il messaggio di Kamejumiky il suocero Seshi, la suocera Ciungciung e la compagna Nedez-hur di nome Lagiu si consultarono: si attesero alla tradizione vigente, dunque così come da essa imposto reagirono. Il suocero Seshi allora si pronunciò in merito: |
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Ms1a 28 - I |
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Ms1a 28 - II, III |
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« Sotto il cielo, dove sono nati gli uomini, le stelle maschili Jiu non hanno ancora incontrato tre stelle della moltitudine delle stelle femminili Kiu. Di queste tu dici di essere una? La stella che tu dici di essere è fra quelle stelle che sorgono tardi e che non sono brillanti. Nella stagione estiva, nei tre mesi d’estate: il sole, la luna e le nubi nascondono queste stelle poco brillanti. Tu! Sei come quelle stelle malefiche! Sei infatti nata nello stesso momento dell'anno! Tu non sei una della moltitudine delle stelle benevole. 18 |
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Ms1a 28 - IV |
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Presso il villaggio di Lalar-diu, dove la pecora non ha ancora pascolato, delle moltitudini di ciuffi d’erba nate laggiù, tre ciuffi vergini tu dici vi sono, di cui tu credi di esserne una? L'erba a cui puoi essere paragonata è malsana! Come te ha germogliato tardi, dunque non è di color verde brillante. Nell’inverno, durante i tre mesi invernali, il ghiaccio la ucciderà. Tu sei erba già appassita! Sei infatti nata nello stesso anno! Tu non sei una di quelle moltitudini di buoni virgulti, tu invece sei un ciuffo d’erba cattiva! 19 |
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Ms1a 28 - V |
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Presso il villaggio tu dici che vi è un bel ragazzo. Tu dici che egli mai abbia consumato con tre ragazze, tre fra la moltitudine di giovani donne conoscenti. Tu sostieni di essere una di queste tre? 20 |
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Ms1a 28 - VI, VII |
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Certamente tu sei tra coloro che hanno già incontrato quel bravo ragazzo..., un lebbroso piuttosto! Tu sei un cavallo malato affetto da Fi-thu! Un serpente verde si trova attorcigliato fra le tue membra! Tu sei colei che nasconde una rana verde nel suo grembo! Tu sei una che porta con sé la corda del suicidio Joubar! La corda con cui impiccarsi! 21 |
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Ms1a 28 - VIII |
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Non t'inviteremo ancora, ragazza, così gentilmente come inviterei il nostro bestiame, non t'inviteremo! Mai selleremo il cavallo Boa con la sella dorata! 22 No, ragazza! Non verremo per incontrarti! |
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Ms1a 29 - I |
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Non ti accetteremo in sposa con il tuo corredo! Non verremo e non prenderemo la tua misera dote! Andrai in esilio invece presso Dumejuzebu, laggiù troverai tuo marito: va’! 23 |
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Ms1a 29 - II |
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Già, ti dico, che noi andremo verso Jukeliubu: laggiù cercheremo una degna moglie. » 24 |
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Ms1a 29 – III, IV |
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In alto il corvo ricevette queste parole, dunque le consegnò a Kamejumiky. Il corvo si pronunciò: – per Kamejumiky il corvo ripete le parole del messaggio. Seshi il suocero ha pronunciato a suo nome, a nome di Ciungciung la suocera ed a nome di Lagiu, tua compagna Nedez-hur: 25 |
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Ms1a 29 - V |
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« Noi! Io, suocero Seshi! E dunque suocera Ciungciung, compagna Nedez-hur di nome Lagiu desideriamo dare a lei, Kamejumiky, un messaggio. Desideriamo dunque dire: 26 |
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Ms1a 29 - VI, VII |
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« Sotto il cielo, dove sono nati gli uomini, le stelle maschili Jiu non hanno ancora incontrato tre stelle della moltitudine delle stelle femminili Kiu. Di queste tu dici di esserne una? La stella che tu dici di essere è fra quelle stelle che sorgono tardi e che non sono brillanti. Nella stagione estiva, nei tre mesi d’estate: il sole, la luna e le nubi nascondono queste stelle poco brillanti. Tu! Sei come quelle stelle malefiche! Sei infatti nata nello stesso momento dell'anno! Tu non sei una della moltitudine delle stelle benevole. 27 |
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Ms1a 29 - VIII |
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Presso il villaggio di Lalar-diu, dove la pecora non ha ancora pascolato, delle moltitudini di ciuffi d’erba nate laggiù, tre ciuffi vergini tu dici vi sono, di cui tu credi di esserne una? L'erba a cui puoi essere paragonata è malsana! Come te ha germogliato tardi, dunque non è di color verde brillante. Nell’inverno, durante i tre mesi invernali, il ghiaccio la ucciderà. Tu sei erba già appassita! Sei infatti nata nello stesso anno! Tu non sei una di quelle moltitudini di buoni virgulti, tu invece sei un ciuffo d’erba cattiva! 28 |
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Ms1a 29 – VIII; Ms1a 30 - I |
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Presso il villaggio tu dici che vi è un bel ragazzo? Tu dici che egli mai ha consumato con tre ragazze, tre fra la moltitudine di giovani donne conoscenti? Tu sostieni di essere una di queste tre? Certamente tu sei tra coloro che lui ha già ha incontrato! |
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Ms1a 30-II |
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Non t'inviteremo ancora, ragazza, così gentilmente come inviteremmo il nostro bestiame. 30 |
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Ms1a 30-III |
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Mai selleremo il cavallo Boa con la sella dorata! No, ragazza! Non verremo per incontrarti! 31 |
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Ms1a 30-IV |
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Non ti accetteremo in sposa con il tuo corredo! Non verremo e non prenderemo la tua misera dote! Andrai in esilio invece presso Dumejuzebu, laggiù troverai tuo marito: va’! 32 |
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Ms1a 30-V |
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Già, ti dico, che noi andremo verso Jukeliubu: laggiù cercheremo una degna moglie. » 33 |
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Ms1a 30-VI |
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Kamejumiky disperò.
Kamejumiky gridò: INVECE IO NON ASCOLTERÒ' ! 34 |
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Ms1a 31-I, II |
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Kamejumiky, disperando, mormorò:
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Ms1a 31-III |
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Il maiale nero girovaga nella valle. Se non vi fosse stata alcuna valle, egli non vi avrebbe vagato perché non vi sarebbe stata una valle dove andare. Se non fosse stato per i rampicanti non vi sarebbe stato niente da avvolgere attorno all’albero, e se l’albero non fosse stato diritto il rampicante non si sarebbe attorcigliato intorno all’albero. L'albero è ben dritto, ed allora il rampicante vi si attorciglia intorno. Kamejumiky pianse durante il giorno. Nella notte il suo sonno fu senza riposo. Kamejumiky si destò: il suo cuore era buono, ma il suo pensiero mutò: divenne malvagio. 36 |
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Ms1a 31-IV |
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Kamejumiky infilò delle rocce nere nel suo abito ed andò verso il fiume per annegarsi. La superficie dell’acqua era di un intenso color blu, anche i suoi occhi erano di un blu profondo. Impaurita e sconfortata ansimò:
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Ms1a 31-V |
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Kamejumiky intrecciò una corda. Prese la nuova corda e si recò all’albero per commettere Giu-ù, il suicidio degli amanti, ma la cima scura dell’albero oscillò dolcemente. Oh Kamejumiky! Il suo cuore era spaventato. L’albero scuro era nato senza bocca, dunque non poteva parlarle. Kamejumiky mormorò:
Ancora una volta Kamejumiky non commise suicidio e fece ritorno. 38 |
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Ms1a 31-VI |
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Oh Kamejumiky. Calzò le scarpe dorate ai suoi piedi e si recò sulla collina per commettere suicidio. L’altura bianca, pura e placida. Puro anche il suo volto: bianco ed immacolato. Oh Kamejumiky. Il suo cuore: era spaventato. Ancora non commise il suicidio, ancora fece ritorno. 39 |
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Ms2c 1 - I |
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Kamejumiky sedeva di nuovo al telaio a Shishiko e di nuovo tesseva un abito. Kamejumiky disperata ripeteva a sé stessa:
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Ms2c 1 – II, III |
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Kamejumiky guardò in alto a nord, poi guardò a sud verso il basso: di nuovo vide il corvo nero. Kamejumiky chiese ancora al corvo di portare un messaggio per lei, dunque lo interpellò e disse:
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Ms2c 1 - IV |
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Ti affido un messaggio per il mio amato Giboyulefar, perchè a lui solo venga consegnato.42 |
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Ms2c 1 – V, VI |
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« Oh Giboyulefar: ieri e l’altro ieri, alcuni giorni or sono, abbiamo scambiato alcune parole a proposito del suicidio detto Lu, quegli amanti che hanno commesso suicidio impiccandosi. Dimmi Giboyulefar, ciò non è entrato nel tuo cuore? Il sublime patto di suicidio degli amanti non ti ha colpito profondamente? Hai già dimenticato quelle parole? 43 |
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Ms2c 1 - VII |
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Quando il cervo bianco beve dalla sorgente salata, il gusto rimane nella sua bocca, ed egli la desidera sempre! La pecora mangia l’erba fresca e deliziosa dei pascoli alpini; questa rimane nel suo cuore, lei non la dimenticherà mai. 44 |
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Ms2c 1 - VIII |
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Se non fosse stato per l’argento, non vi sarebbe stato niente per essere uguagliato con l’oro. Se non vi fosse stato il turchese, il corallo non avrebbe potuto avere un compagno di eguale valore. 45 |
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Ms2c 2 – I, II |
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Se non vi fosse stato il pino non vi sarebbe stato niente per sostituire la quercia. Se non fosse stato per i rampicanti non vi sarebbe stato niente da annodare intorno all’albero. Così come noi siamo inseparabili, essi non possono essere separati. Se non fosse stato per il figlio dello zio materno, la figlia della zia paterna non avrebbe potuto essere presa. Essi, così come noi, non possono essere separati. 46 |
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Ms2c 2 - III |
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Così gentilmente, proprio come tu avresti invitato il tuo bestiame, ti prego rivolgiti a me! Sella il cavallo Boa con una sella dorata, vieni ed incontrami! Vieni ad incontrarmi con la mia dote 47 »
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Ms2c 2 - IV |
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Ricevuto il messaggio di Kamejumiky il pastore Giboyulefar dunque si pronunciò:
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Ms2c 2 - V |
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« Io sono Giboyulefar, il pastore delle regioni alpine. Per trenta giorni io pascio le mie pecore. Nel tempo dell’Autunno, nei tre mesi dell’Autunno, nella stagione dell’Autunno, le mie pecore discendono dalla regione dei pascoli alpini. 49 |
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Ms2c 2 – VI, VII |
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Per trenta giorni nell'estate io mieto il grano. Quando il grano è maturo? Nell’estate esso è maturo. Dunque in estate io mieto il grano maturo e lo dispongo nel granaio. Allora solo nella stagione invernale sarei potuto venire ad incontrarti. Dissi: potrò incontrarti solo in inverno. 50 |
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Ms2c 2 - VIII |
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Nel periodo dell'inverno, nei tre mesi d’inverno, nella stagione invernale, la neve bianca discende, lo scricchiolio leggero della neve che discende dal cielo lo si può udire. Ma io ho solo i miei piedi nudi, non ho scarpe! Camminare nel freddo della neve per raggiungerti, davvero non mi è possibile. Allora nell’inverno io non potei venire a prenderti. 51 |
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Ms2c 2 - IX |
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Allora, ti dico che sarei venuto in primavera. Si! Nella stagione della primavera, nei tre mesi della primavera. Nei tre mesi primaverili forse non vi sarà cibo, non vi saranno più provviste, poiché qui non vi sarà più alcuna scorta di cibo immagazzinata dopo l'inverno. Dunque, in primavera, come sarei potuto andare? 52 |
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Ms2c 3 - I |
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Dico: potrei venire non di giorno, ma di notte. La notte è giunta! 53 |
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Ms2c 3 - II |
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Ma nelle tenebre della notte io non riesco ad arrivare. Una notte è trascorsa, ma io non sono ancora andato. Un mese è trascorso, ma io ancora non sono andato. Un anno è trascorso, ma io non sono andato. Allora, in questo anno, io non potrei venire. 54 »
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Ms2c 3 – III, IV |
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Oh Kamejumiky! Si trovava a Shishiko, sempre seduta al telaio per tessere l'abito. A lei apparve la regina dei demoni del suicidio ed il suo amante. Essi la chiamarono una volta e Kamejumiky udì 100 voci. Essi la invocarono cento volte e Kamejumiky udì 1000 voci. 55 |
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Ms2c 3 - V |
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Giugì-ezè e Kothù-sekuò, questi due demoni le dissero:
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Ms2c 3 - VI |
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Se una persona non cattura animali selvaggi, allora non potrà disporne. 57 |
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Ms2c 3 - VII |
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Accade che anche se tutti lavorano diligentemente, ancora non vi è niente da mangiare in questa terra. 58 |
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Ms2c 3 - VIII |
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In questa terra accade a che tutti gli uomini allevano le pecore diligentemente, ancora non vi è lana per tutti, non tutti possono tessere ed avere un abito. 59 |
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Ms2c 3 - IX |
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Vieni! Lascia che i tuoi occhi felicemente guardino i soavi pascoli alpini. Lascia che i tuoi piedi felici poggino sull’erba dello Giu-ù, commetti il sublime suicidio ed i tuoi piedi correranno felici calpestando i prati dei pascoli alpini. Lascia che le tue mani mungano lo Yak. 60 |
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Ms2c 3 – IX
Ms2c 4 - I |
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Lascia che le nubi divengano la tua dimora, vieni dove loro risiedono, sulle alte montagne. Vieni e bevi l’acqua fresca dei pendii montani. Vieni e mangia lo zucchero delle foglie dell’abete. Vieni e cavalca la tigre rossa come tuo destriero, conduci il cervo bianco secondo il tuo volere, come tuo gregge. 61 |
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Ms2c 4 - II |
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Vieni, mungi la cerva dalle grandi orecchie. Vieni e tessi il vento che spira tra le nuvole bianche. 62
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Ms2c 4 – II, III |
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Kamejumiky chiese a sé stessa:
rispose ai demoni Giugì-ezè e Kothù-sekuò:
Il cuore di Kamejumiky era buono, ma il suo pensiero divenne indemoniato. 63 |
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Ms2c 4 - IV |
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Kamejumiky pensò che scegliendo il suicidio avrebbe avuto pace e non più miseria. 64 |
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Ms2c 4 - V |
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Giugì-ezè e Kothù-sekuò, questi due demoni, causarono un’altra apparizione. Tre nuvole bianche dal cielo, come se fossero strette da una corda attorno al loro collo, sembrava si fossero impiccate. Tre rigoli bianchi formati dalla pioggia sulla terra, come se fossero stretti da una corda attorno al loro collo, sembrava si fossero impiccati. 65 |
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Ms2c 4 - VI |
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Tre striature nelle nubi provocate dal vento apparvero sopra la montagna, sembravano tre corpi distesi. Kamejumiky vide tre bellissime zolle d’erba sul terreno come se fossero strette da una corda attorno al loro collo, sembrava si fossero impiccate. Kamejumiky vide una farfalla con un ramoscello da un albero stretto attorno al suo collo, sembrava si fosse impiccata, e vide la libellula con uno stelo di Artemisia stretto attorno al suo collo, sembrava si fosse impiccata. 66 |
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Ms2c 4 - VII |
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Kamejumiky si trovava a Shishiko. Ella sedeva al telaio come ogni giorno, tesseva un abito. Un piccolo serpente strisciava vicino a lei: il serpentello si era stretto al collo con un capo del filo che pendeva dal fuso di corallo: i suoi occhi erano d'argento e d’oro; le sue piccole corna di turchese e di corallo. 67 |
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Ms2c 5 – I |
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Kamejumiky ripeteva a sé stessa:
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Ms2c 5 - II |
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Kamejumiky ricordava:
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Ms2c 5 - III |
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Kamejumiky ricordava:
Ella commise il suicidio supremo Giu-ù impiccandosi sotto la volta del cielo: la schiuma dalla sua bocca era d’argento e d’oro. 70
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Ms2c 5 - IV |
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Kamejumiky ricordava: :
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Ms2c 5 - V |
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Kamejumiky ripeteva a sé stessa:
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Ms2c 5 – VI
Ms2c 5 - VII |
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La gru bianca si impiccò nella regione delle nuvole: le sue piume erano d’argento e d’oro. Il cuculo si impiccò sulla cima dell’albero verde: le sue piume erano di turchese e di corallo. 73 |
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Ms2c 5 - VII |
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Il gufo s’impiccò nella grotta dell’alta montagna: le sue piume erano come l’argento e l’oro. 74 |
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Ms2c 5 - VIII |
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Il tordo dalla coda bianca 75 s’impiccò sulla cima della canna gialla di bambù: le sue piume erano come l’argento e l’oro. Il Tragopan76 s’impiccò alla quercia gialla: le sue piume erano come il turchese ed il corallo. 77 |
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Ms2c 6 - I |
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Il fagiano si è impiccato al pendio del burrone: le sue piume erano d’argento e d’oro. 78 |
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Ms2c 6 - II |
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La tigre rossa s’impiccò nella regione dell’alta montagna: le striature del suo manto erano come l’argento e l’oro. 79 |
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Ms2c 6 - III |
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Il cervo bianco s’impiccò nella regione dove risiede la nebbia: i suoi palchi erano rami di pino e di quercia. 80 |
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Ms2c 6 - IV |
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La femmina del capricorno selvatico con la criniera blu s’impiccò nella caverna dell’alta montagna: la sua criniera era di turchese e di corallo. 81 |
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Ms2c 6 - V |
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Il cerbiatto dai denti lunghi82 s’impiccò all’albero piegato dal vento: i suoi denti erano d'argento e d’oro. 83 |
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Ms2c 6 - VI |
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Il Fagiano orecchiuto del Tibet dalle zampe rosse84 s’impiccò ad un albero di Ginepro: le sue piume erano di turchese e di corallo. 85 |
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Ms2c 6 - VII |
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L’avvoltoio monaco86 si è impiccato sotto la rete larga: i suoi occhi sono d’argento e d’oro. 87 |
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Ms2c 6 - VIII |
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Kamejumiky ripeteva a sé stessa:
Il suo cuore era buono, ma il suo pensiero era indemoniato. 88 |
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Ms2c 6 – IX
Ms2c 7 - I |
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Kamejumiky indossò le sue scarpe dorate. Partì e si recò sulla collina per commettere l'estremo sacrificio, ma la collina nera non aveva alcuna bocca. Kamejumiky disse:
Kamejumiky dunque ritornò . Kamejumiky intrecciò una corda. Portò la corda con sé ed andò sino ad un albero. L’albero nero non aveva bocca. Kamejumiky disse:
Kamejumiky ancora fece ritorno senza aver commesso il suicidio. Kamejumiky infilò delle pietre nere nel suo abito ed andò verso il fiume per gettarsi nei flutti e lasciarsi annegare. L'acqua del fiume era blu scura, anche i suoi occhi erano dello stesso colore. Impaurita e sconfortata ansimò:
Allora Kamejumiky ancora ritornò senza aver commesso il suicidio. 89 |
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Ms2c 7 - II |
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Kamejumiky andò ad ovest, verso l’albero sacro di monte Shilo, per morire. La corda nera con cui si sarebbe uccisa non aveva bocca. Kamejumiky, dentro il suo cuore, non aveva ancora forza per stringere il nodo. Ma Kamejumiky disse:
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Ms2c 7 - III |
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Kamejumiky! Dentro il suo cuore, aveva davvero deciso di morire. Va ragazza! Stringi il nodo alla corda! 91 |
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Ms2c 7 – IV, V |
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Kamejumiky, la quercia gialla ha bocca per invitarti a morire, e la ragazza nel suo cuore aveva davvero deciso di morire. Oh Kamejumiky! Se non fosse stato per la quercia gialla non sarebbe morta, non avrebbe potuto tagliar via la sua vita. Ma fin quando vi sarà una quercia gialla...: oh Kamejumiky! Ha deciso di morire. Kamejumiky disse:
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Ms2c 7 - VI |
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Uccidersi impiccandosi; questa era la tradizione del passato. 93 |
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Ms2c 7 – VII |
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Kamejumiky davvero corse verso ovest e giunse sul grande monte Shi-lo. Kamejumiky corse per commettere l'estremo sacrificio. Tre giorni e tre notti passarono prima che lei si uccidesse. 94 |
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Ms2c 7 - VIII |
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Giboyulefar, intanto, aveva perduto una vacca nera, dove era andata lui non vide. Quando gli animali domestici sono smarriti e non sono cercati, allora lo spirito protettore del bestiame ne sarebbe dispiaciuto. Se viene perso del grano e non viene recuperato, allora lo spirito protettore dei raccolti ne sarebbe offeso. 95 |
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Ms2c 7 – VIII
Ms2c 8 - I |
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Giboyulefar allora andò in cerca della vacca nera dispersa,96 |
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Ms2c 8 - II |
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ed arrivò ai piedi della montagna Shi-lo, ad ovest. Vide Kamejumiky. Oh Kamejumiky! Si era uccisa impiccandosi al grande albero del monte Shi-lo. 97 |
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Ms2c 8 – III, IV |
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Il suo corpo era morto, ma la sua anima era ancora capace di parlare. Kamejumiky, la sua anima parlò al cuore di Giboyulefar: |
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Ms2c 8 – V |
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Giboyulefar rispose:
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Ms2c 8 – VI |
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Questo io risposi: Nel periodo invernale, nei tre mesi d’inverno, nella stagione invernale: la neve bianca discende, e lo scricchiolio leggero della neve che cade dal cielo lo si può sentire. Ma io ho solo i miei piedi nudi, non ho scarpe! Camminare nel freddo della neve per raggiungerti, non era possibile. Allora, in inverno io non potei venire da te. In primavera, dunque, dissi che sarei venuto. Nella stagione della primavera, nei tre mesi della primavera. Ma in primavera non vi erano più provviste, poiché qui non vi è alcuna scorta di cibo dopo l'inverno. Dunque, anche in primavera non potei venire. 101 |
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Ms2c 8 – VII, VIII |
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Nell’estate io ho detto che sarei andato. Durante la stagione estiva, nei tre mesi d'estate. Ma la pioggia è scesa forte, ed io ho solo il mio corpo nudo, privo di alcun vestito. Nella stagione estiva non sarei potuto arrivare. Dunque io ho detto che sarei venuto nella stagione autunnale. Nel tempo dell’autunno, nei tre mesi autunnali. Ma in autunno vi è sempre davvero una gran quantità di lavoro: per trenta giorni mietere il grano. Il grano, poi, deve essere disposto nel granaio. Anche nella stagione autunnale non potei seguirti. 102 |
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Ms2c 8 - IX |
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Allora pensai che sarei venuto a prenderti non di giorno, ma di notte. La notte giunse! Un'altra notte pensai. Aspettai quindi che arrivasse quella propizia in cui consumare il suicidio Giu-ù, ma tre notti sono già passate. Un mese pensai. Ed aspettai che giungesse quello propizio, ma tre mesi sono già passati. Un anno pensai. Ed attesi che giungesse quello propizio, ma tre anni sono già passati. 103 |
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Ms2c 9 – I, II, III |
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Giboyulefar confessò a Kamejumiky:
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Ms2c 9 – IV, V |
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Oh Kamejumiky! Il fiore d’argento è appassito. Il fiore d’oro è appassito. Il fiore di turchese è appassito. Il fiore di corallo è appassito. 105 |
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Ms2c 9 - VI |
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Giboyulefar. Guardò al cielo e pianse. Le sue lacrime caddero sulla terra. Egli disperava:
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Ms2c 9 - VII |
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Se io ti donassi occhi di turchese e di corallo, tu saresti ancora una volta capace di vedere? 107 |
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Ms2c 9 - VIII |
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Se legassi le radici del pino e della quercia ai tuoi piedi, saresti capace ancora una volta di camminare? Se sostituissi i tuoi denti con denti d’argento e d’oro saresti ancora capace di ridere? Se ti dessi del cibo saresti capace di mangiare? 108 |
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Ms2c 9 - IX |
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Se ti dessi del vino saresti capace di bere? Se ti dessi della carne saresti capace di masticarla? 109 |
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Ms2c 9 – X
Ms2c 10 - I |
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Se ti dessi scarpe d'oro per i tuoi piedi, saresti capace di calzarle e camminare? Se ti dessi un abito, tu saresti capace di indossarlo? 110
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Ms2c 10 – II, III |
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Kamejumiky rispose:
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Ms2c 10 – IV, V |
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Perfino se mi darai occhi di turchese e di corallo, io non sarò capace di vedere, non vi è alcuna cerimonia nella tradizione. Anche se legherai ai miei piedi le radici del pino e della quercia, io non sarò capace di camminare ancora. Se mai mi darai denti d’argento e d’oro, perfino se mi darai del cibo, io non sarò capace di mangiare. 112 |
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Ms2c 10 - VI |
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Se tu mi darai del vino io non sarò capace di berlo. 113 |
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Ms2c 10 – VII, VIII |
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Perfino se ricevessi della carne non sarei capace di mangiare. 114 |
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Ms2c 10 - IX |
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Se tu mi darai abiti d’argento e d’oro io non sarò mai capace di indossarli, non vi è alcuna cerimonia nella tradizione. 115 |
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Ms2c 10 – X
Ms2c 11 - I |
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Kamejumiky implorò Giboyulefar:
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Ms2c 11 - II |
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Giboyulefar, ti prego! Estrai la tua spada dal tuo fianco e taglia la corda dall'albero. 117 |
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Ms2c 11 - III |
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Prendi il tuo mantello di feltro bianco e ricopri il mio corpo Giboyulefar, ti prego! Recati quindi a Zirun-muenzulu, e crema il mio corpo secondo l'antica tradizione. Bruciami finché le mie ossa non saranno tornate bianche ed il mio corpo non sarà divenuto cenere ardente e fuliggine nera. 118 |
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Ms2c 11 – IV, V, VI |
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Durante il giorno la gru ed il falco non pregheranno per me. Nella notte neppure lo faranno il gatto selvatico e la volpe. Ti prego: guida e scorta la mia anima verso l'aldilà. 119
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Ms2c 11 - VI |
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Giboyulefar rispose:
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Ms2c 11 - VII |
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Dobbiamo aspettare l’apparizione di un anno propizio. Dobbiamo attendere l'apparizione di un mese propizio. 121 |
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Ms2c 11 - VIII |
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Dovremo aspettare l’arrivo dei venti invernali. Dovremo aspettare finché l’erba non sarà di nuovo verde. Dovremo attendere finché l’Artemisia non ritorni gialla come l’oro. Dovremo aspettare finché le foglie degli alberi non diventino gialle come l’oro. Dovremo aspettare il richiamo delle gru, ed attendere il ritorno delle anatre. Dovremo aspettare che l’acqua sgorghi dalle rocce ricoperte dai pini.122 |
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Ms2c 11 - IX |
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Dovremo aspettare finché i campi non saranno stati arati e le spighe maturate e le vacche saranno stanche. Dovremo aspettare finché il vino non sarà stato bollito e fermentato. Dovremo attendere finché lo zucchero non sarà stato bollito e riposto. Dovremo attendere finché i maiali non saranno capaci di impennarsi sulle zampe posteriori e saranno ingrassati. Fino ad allora io non porterò le tue ceneri laggiù, non le deporrò prima della grande porta. 123 |
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Ms2c 12 - I |
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Giboyulefar , io stesso accompagnerò la tua anima dai tuoi antenati materni, tre generazioni indietro. Giboyulefar , io stesso sacrificherò per te tre tipi di animali come offerta. 124 |
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Ms2c 12 - II |
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Giboyulefar, io stesso accompagnerò la tua anima verso il reame dei tuoi antenati, e verso la terra dei tuoi antenati, verso tua madre e tuo padre defunti. Giboyulefar, io stesso accompagnerò la tua anima in alto. 125
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Ms2c 12 - III |
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Kamejumiky rispose:
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Ms2c 12 – IV, V |
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Non accompagnare quindi inutilmente la mia anima al regno dei miei antenati ed alla terra dei miei antenati. Non aspettare per prima cosa per un anno propizio. Non aspettare per un mese propizio. 127 |
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Ms2c 12 – VI |
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Non attendere sinché il vino non sarà bollito e fermentato. Non aspettare fino a quando lo zucchero sarà bollito e riposto. Non prendere il mio corpo e non lasciarlo prima della porta principale. 128 |
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Ms2c 12 – VII
Ms2c 13 – I |
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Invece di scortare ed accompagnare la mia anima. 129 |
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Ms2c 13 - II |
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Oh Giboyulefar, ti prego! Estrai adesso la tua spada dal fianco e taglia la corda ancora stretta al mio collo. 130 Togli il mantello di feltro bianco e rivesti il mio corpo. Presso Zirun-muenzulu, laggiù cremami. Bruciami finché le ossa ancora una volta diverranno bianche, ed il mio corpo non sarà diventato cenere ardente e fuliggine nera. 131 |
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Ms2c 13 – III, IV |
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Oh Giboyulefar, t'imploro! Il tuo cuore brama ardentemente tesori? Come il toro castrato dagli occhi neri, come settanta agnelli assetati dopo aver divorato il sale? 132 |
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Ms2c 13 - V |
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Presso ¹phar ³na ¹dü ²ka ³čung, sotto una roccia nera, ti dico che laggiù vi sono rocce argentate, rocce d’oro, rocce di turchese e di corallo. Tre anni, tre mesi, tre giorni, tre ore però dovranno passare, e prima tu non dovrai prendere i tesori. Che tu sia maledetto se prenderai il turchese ed il corallo prima che questo tempo non sarà passato. 133
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Ms2c 13 – VI, VII |
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Giboyulefar rispose:
Tu non libererai le nubi nere ed il vento malvagio dal cielo? 134 |
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Ms2c 13 – VIII, IX |
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Nel tuo cuore buono tu hai avuto pensieri indemoniati? Tu hai pronunciato parole perfide e indemoniate? Tu hai chiamato e mandato la neve dal cielo? Tu hai liberato i demoni davanti al bestiame? Tu hai rilasciato il veleno davanti al grano? 135
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Ms2c 13 – X
Ms2c 14 - I |
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Kamejumiky rispose:
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Ms2c 14 - II |
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Come il cervo bianco che beve dalla sorgente salata, il sapore dell'acqua deliziosa rimane nella sua bocca, come l’agnello che ha mangiato dell’erba vergine ¹ju, egli non dimentica il suo sapore. Questi messaggi sono sempre nel tuo cuore? 137 |
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Ms2c 14 - III |
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Non chiamerò. Non manderò le nubi bianche ed il vento bianco dal cielo. 138 |
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Ms2c 14 – IV, V |
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Non ho mai pronunciato parole perfide dalla mia bocca. Di nuovo io, Kamejumiky, ti dico: nel mio cuore io non penserò in modo indemoniato. Non libererò il demone davanti al bestiame. Non spargerò il veleno davanti al grano. 139
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Ms2c 14 – VI, VII |
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Giboyulefar credette a queste parole, estrasse la sua spada dal fianco e tagliò la corda. Kamejumiky, libera dalla corda nera del suicidio, giacque immobile sul terreno 140 |
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Ms2c 14 - VIII |
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Giboyulefar tolse il suo mantello di feltro bianco e con questo rivestì il corpo di Kamejumiky. Egli si recò a Zirun-muenzulu ed ivi la cremò. Bruciò il suo corpo finché le sue ossa non tornarono bianche, e tutto il suo corpo non divenne che cenere ardente e fuliggine nera. 141 |
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Ms2c 14 - IX |
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Giboyulefar pronunciò questa formula:
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Ms2c 15 - I |
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Ma Giboyulefar. Lui bramava i tesori nel suo cuore, come il toro castrato con gli occhi neri e come settanta agnelli bramano dietro al miglio. 143 |
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Ms2c 15 - II |
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Oh Giboyulefar! Tre anni, tre mesi, tre giorni, tre ore, questo tempo non era trascorso, ma egli già prese da sotto la roccia nera l’argento, l’oro, il turchese ed il corallo. 144 |
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Ms2c 15 - III |
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Oh Kamejumiky! Adesso dalla sua bocca invia canti indemoniati. Adesso nel suo cuore il pensiero è maledetto. Oh Kamejumiky! Lei chiamò ed inviò le nuvole nere ed il vento nero ululante dal cielo. 145 |
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Ms2c 15 - IV |
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Kamejumiky. Lei inviò il demone dietro gli animali domestici, lei cosparse il veleno sul grano. 146 |
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Ms2c 15 - V |
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Oh Kamejumiky! Lei prese la corda, la sua corda nera del suicidio, e la legò intorno al collo di Giboyulefar. 147 |
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Ms2c 15 - VI |
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Oh Giboyulefar! Lui venne indemoniato dalla corda nera. Oh Giboyulefar! Legò l'altro capo della corda ad un alto bambù. Oh Giboyulefar! Si uccise. 148 |
Note alla traduzione

Frontespizio e titolo del manoscritto detto Lu ¹za ³sa ²kv ³čung - primo (²kv ) manoscritto (³cung) per invitare (³sa) gli spiriti delle anime dei suicidi (detto Lu ²bar) a discendere (detto Lu ¹za); appartiene al corpus dei manoscritti dedicato alla celebrazione della cerimonia maggiore ²har ²la ¹lun ³kho
La decorazione superiore è in realtà il pittogramma illuminato ²pa ²tar, rappresentato circondato dalle fiamme: secondo la tradizione naxi raffigura il cuore degli dei, il sanscrito Śrīvatsa, in Tibetano dpal qyi behu.
Il
primo pittogramma da sinistra
²khaw ²zhar rappresenta una divinità capace di
sopprimere i demoni del suicidio. Di seguito
4 har ²la ¹lun ¹dzar, uno strumento religioso
ricavato dall’albero del pioppo (Populus Bonatii) utilizzato
durante la cerimonia ²har ²la ¹lun ³kho: esso è
considerato un feticcio dal potere sovrannaturale.
Il
carattere successivo
è un pittogramma - complesso di fusione – (quote) la
cui lettura Lu deriva dalla pronuncia del simbolo Lu
pietre raffigurate sulla testa del personaggio, l'unità
grafica principale intorno a cui si sviluppa il pittogramma
complesso, un pastore o giovane uomo ³lv ²zo.
Egli, avendo commesso
suicidio rituale Giu-ù , ha turbato
l'ordine naturale degli eventi e del cosmo non rispettando le
cerimonie che la tradizione religiosa naxi ritiene necessarie al
regolare trapasso, dunque il suo spirito si è tramutato in un
demone Lu. La linea obliqua che rappresenta il
suolo sul quale cammina lo spirito, assieme al
particolare macroscopico del piede della gamba anteriore, esprimono
il concetto di discendere e specificano come determinativi di
moto la lettura del pittogramma successivo
¹za piuma, qui invece
col significato dell'omofono predicato
discendere.
Successivamente,
dall’alto, i pittogrammi
²kv
e
³čung,
rispettivamente il numerale 1 ed il classificatore per
libri e volumi.
Il brano ivi tradotto appartiene alla tradizione popolare naxi ed ai testi rituali Dongba ed ha inizio dalla rubrica VIII della pagina 25 del manoscritto.
Il
primo pittogramma
²kha valle è utilizzato per il suo valore
fonetico come complemento per il nome di Kamejumiky,
protagonista della storia rituale. Il secondo simbolo composito si
sviluppa intorno al nucleo grafico centrale
³mi ragazza, raffigurata seduta. Il luogo,
chiamato Shishiko di cui non vi è scrittura, è
letto dai Dongba (Rock, 1939: 23) e probabilmente questo nome indica
la casa di un artigiano in cui
venivano tes ti i vestiti o di un distretto dedito e specializzato
all'arte tessile.
Dall’alto,
dopo i pittogrammi in nota 2, il simbolo
¹čung corallo sotto il quale
¹lo giogo per i bovini, utilizzato come fonema
per esprimere il verbo ³lu avvolgere. (Rock,
1939: 25)
Successivamente
il pittogramma
²ko indica il fuso e ¹ši il
filo usato per tessere; dunque la ripetizione di
¹har turchese, qui utilizzato per indicare il
colore blu. Di seguito
¹ši oro e di fianco
¹njv argento, sotto i quali
²ji
abito.
Il pensiero di Kamejumiky consiste nel porsi il dubbio dell’utilità di tessere al telaio di fronte alla disperazione che poi la porterà alla scelta del suicidio.
Il
primo pittogramma della r.
³ći rappresenta un paio di cesoie, ma esse
sono utilizzate dai naxi solo nella tosatura delle pecore, dunque
così come il simbolo sottostante già visto nella r.
precedente, ²kha valle,è utilizzato come
fonema per il nome di Kamejumiky. Ella è
rappresentata nel pittogramma successivo, di nuovo assisa alla
lavorazione dei tessuti, e costituisce il soggetto della frase
successiva, espressa però nella 1° rubrica della pagina
successiva XXVI.
Le parole di Kamejumiky consistono in una formula rituale di preghiera con la quale la ragazza si rivolge al corvo nero – animale dotato secondo la tradizione naxi di poteri sovrannaturali, specialmente come Medium – implorandolo di accettare di essere suo messaggero ed affidandogli la propria disperata preghiera si rivolge ai futuri suoceri e ad una sua amica.
Il
primo pittogramma della r.,
²me vagina, donna, ed il sottostante ²kha
valle sono utilizzati come complementi fonetici per
il nome di Kamejumiky. Di seguito
³mi
ragazza, arricchito da
¹mjou occhi, con le linee protese verso il basso,
indica l’azione di guardare verso il corvo.
Successivamente,
dall’alto, il simbolo fonetico
Geba ¹du per esprimere il verbo naxi parlare,
dire, sotto il quale il pittogramma
²le ¹ka, raffigurante un corvo, dal cui becco si
estende una linea ondulata indicando il fluire del canto, in
questo caso rappresentazione del dialogo. Successivamente,
dall’alto, il pittogramma
utilizzato come fonema per il pronome dimostrativo naxi ²č,
dunque
²k oʰ corna, qui
utilizzato come omofono di ²k oʰ voce.
Sotto
¹gu trasportare, icnografia evidente. Poi: la
negazione
²mua, di seguito
¹dzar albero accanto al quale segue la
ripetizione del carattere
¹ši foglie e nuovamente la negazione
²mua.
Infine:
il pittogramma
¹đi acqua, sotto il quale
¹do schiuma, dunque la negazione ²mua.
I
primi due pittogrammi della r.
¹gu e
¹go rispettivamente parlare e seggio, sono
utilizzati con valore fonetico per esprimere il dativo, e si
riferiscono ai successivi
²thuo albero di pino, qui letto ²s
legno, sotto il quale
¹ši carne, oppure giallo, anch’essi
utilizzati come fonemi per il nome Seshi del suocero
di Kamejumiky, presentato nel pittogramma successivo
,
che raffigura un uomo con testa di ¹jü scimmia,
la cui funzione è fonetica come chiave della parola ¹jü
²phe suocero.
Successivamente,
dall’alto,
¹čung corallo è chiave fonetica del
nome della suocera Ciungciung. Sotto il pittogramma ²me
femmina, vagina, usati foneticamente per esprimere
la parola ¹jü ²me suocera,
rappresentata di seguito dal pittogramma
³mi ragazza, donna.
Poi:
¹ju rappresenta due foglie, e sotto
²la indica la mano di un giovane uomo, entrambe
utilizzati come complementi fonetici per il nome
dell’amica Nedez-hur di Kamejumiky: Lagiu.
La parola Nedez-hur è praticamente intraducibile in Italiano, è un concetto proprio della tradizione naxi indica l’amica accompagnatrice della fidanzata in una coppia.
La rubrica contiene una formula rituale di incipit ed una serie di formule simboliche con le quali Kamejumiky dichiara la sua illibatezza; la traduzione è molto difficoltosa a causa del linguaggio arcaico e dell'utilizzo di complesse
allusioni e delle numerose omissioni di parti del discorso.
Il
primo pittogramma
²mua cielo stellato sovrasta
²tsɿ sciacallo: questi due sono la chiave
mnemonica della formula rituale ²ts ¹ne ¹co ²tsɿ
ossia tutti gli uomini non naxi, ossia tutti i
discendenti dell’eroe post-diluviano ¹co ²dze
³lü ²run capostipite dell’etnia
Tibetana, naxi e Bai secondo il mito della genesi Dongba. Dunque
la somma di tutti gli uomini non naxi e non naxi assume il
significato di tutto il genere umano.
Di
seguito il pittogramma
Jiu stelle maschili, dunque la negazione ²mua
e quindi
Kiu stelle femminili, sotto le quali il numerale
²see 3, riferito ad entrambe le triadi di astri.
Sia il riferimento al mito di ¹co ²dze ³lü ²run ,quale unico e prolifico sopravvissuto del genere umano al diluvio, che desideroso di prender moglie si recò in cielo per prendere in sposa la ragazza celestiale ²tsɿ ¹le ¹a ²phu, sia il concetto delle stelle Jiu e Kiu che la tradizione naxi riteneva essere solite di relazioni promiscue, sono allusioni sessuali, alle quali è riferita la negazione ²mua per indicare la purezza di Kamejumiky.
Il
pittogramma successivo
³mi ragazza, raffigura Kamejumiky nell’atto
di consegnare questo messaggio, indicato dalla linea
protuberante dalla sua bocca. Successivamente, in alto,
Kiu stella femminile, sotto il quale
¹dee il numerale 1, ed infine
¹ō grano (rappresenta un fienile colmo di
grano) utilizzato come fonema per l'omofono avverbio di modo ¹ō
così, in tal modo: dunque la lettura -
le 3 stelle maschio Jiu non hanno ancora
incontrato nes na delle 3 stelle Kiu femmine
che sorgono. Di queste una sono io.
Il
primo simbolo
¹s è il numerale 3, sotto il pittogramma
composto
:
¹dü terra e ²la ²lar erba,
per la trascrizione fonetica del nome del villaggio. Di seguito
¹žo, un ciuffo d’erba, e dunque il
pittogramma
²pɯ pecora.
Dunque
incontriamo di nuovo la costruzione della r. precedente: la
negazione ²mua, successivamente simile a ¹žo
ciuffo d’erba, l’enumeratore
³tar riferito ai vegetali; di seguito il
numerale 1 ed infine il pittogramma ³mi ragazza,
che indica Kamejumiky.
Il
primo pittogramma è
¹na villaggio: al suo interno sono stati
inscritti il carattere tibetano
na nero - in
questo caso determinativo fonetico per l’omofono naxi ¹na
villaggio - e
¹tv
il numerale 1.000 qui
col significato di vicino, nei d’introni,
presso.
Successivamente
la negazione ²mua sovrasta
²be copula, coito. Il pittogramma
successivo è ¹s il numerale 3, dunque ³mi
ragazza, per Kamejumiky, seguito da ¹du il
numerale 1, e dal carattere
³tsɿ
il verbo essere, trovarsi in un luogo.
I
primi due pittogrammi della r., rispettivamente
¹mun vacca e
²run cavallo, sono caratterizzati dalla presenza
di linee protuberanti dalla loro bocca, ad indicarne il
muggito ed il nitrito. Di seguito
kuekue strumento musicale tradizionale
naxi, in questo caso però è inteso per il verbo
invitare; al di sotto il pittogramma ³mi ragazza,
per Kamejumiky.
Successivamente
i pittogrammi
²run cavallo e
sella, chiavi della frase idiomatica sella il cavallo Boa
con una sella dorata.
Con il termine Boa nella tradizione naxi ci si riferisce alle antiche tribù autoctone della regione di Lijiang e, secondo la tradizione Dongba sulla genesi dell'universo e sull'apparizione del primo uomo sulla terra, il popolo naxi approdò in questa regione successivamente ai Boa, usurpando loro le terre e relegandoli nelle zone montane.
I documenti cinesi si riferiscono ai Boa con il termine 西番 Xi Fan, letteralmente i barbari dell'Occidente, ma questo termine dovrebbe essere considerato come un nome collettivo, generale, che non indicava solamente le tribù Boa, ma che si riferiva alle congregazioni tribali di tutta la regione, anche di altri matrici culturali. Oggigiorno gli abitanti della regione di 木里 Mu Li, che appellano se stessi come Ch'ra me, trascritto in Cinese 甲迷 Jia Mi, possono essere
considerati i diretti successori dei Boa di cui si parla nei manoscritti Dongba. (Mathieu, 2003)
Il
primo pittogramma è ¹ši oro, sotto
il pittogramma
³tzu svasso (Proctopus nigricollis),
utilizzato come omofono del verbo ²dsu incontrare,
uscire ed incontrarsi con una persona. Successivamente
³mi ragazza, dunque un pittogramma composito:
sulla destra nuovamente ³mi ragazza ma ritratta a
lavorare al telaio,
²cɑ, e sulla sua schiena è stato raffigurato
un recipiente
²pɯ
, in questo caso utilizzato per omofonia per il verbo
³pɯ trasportare.
Per i pittogrammi ed i costrutti di questa r. cfr. 26 - IV.
Vi
sono alcune piccole differenze: il nome di Kamejumiky ha il
complement0 fonetico
²ći acqua.
Il
pittogramma sovrastante
Seshi suocero di Kamejumiky, e sopra
¹go dall’alto, in alto.
Il
primo pittogramma della rubrica è ²me vagina,
femmina, ed il pittogramma sottostante ²kha valle,
entrabe utilizzati come complementi fonetici per il nome Kamejumiky.
Successivamente, in alto,
¹nu cuore utilizzato come omofono del pronome
personale di 3° femminile, sotto il simbolo Geba ³šo
parlare, dire, ed infine di nuovo il pittogramma
²me vagina in questo caso utilizzato per
l'omofono verbo desiderare.
cfr. 26 - VI, VII
cfr. 26 r. VIII
cfr. 26 - IX, X
I costrutti seguenti sono già stati incontrati, cfr. 26 - III, IV.
L’ultimo
pittogramma della r., in alto,
²le mosco (Moschus) è utilizzato
come avverbio, traducibile con ancora, nuovamente
La costruzione ed i pittogrammi iniziali della r. sono già stati incontrati: cfr. 26 - V.
A metà
circa della r.: il pittogramma triangolare orizzontale, in alto,
²ma la coda di un animale, è utilizzato
per la sua accezione di parte terminale, distale, in questo contesto
da interpretare in senso temporale, da cui la lettura tardi,
in ritardo, dopo, e si riferisce al tardo sorgere
delle stelle.
Sotto
la negazione ²mua, sotto ancora il pittogramma ³thu
recipiente, utilizzato per il verbo omofono ³thu salire;
la negazione si riferisce alla parola, non scritta, ³cɑ
brillare, splendere, a cui si allude nel pittogramma
successivo (in alto)
¹le luna, qui utilizzato per mese.
La luna è rappresentata con ¹hu 3 protuberanze, rappresentano la pioggia, e sotto il numerale ¹s 3. Posti sotto il simbolo mese, indicano i 3 mesi della stagione delle piogge, ossia i 3 mesi estivi.
Di
seguito, dall’alto, il pittogramma
¹ći nubi, sotto
²pi sole e
¹le luna. Infine
¹na nero sotto di essi rappresenta una stella
oscura, ma qui si riferisce all’azione delle nubi di
coprire e nascondere sole, luna e stelle, e dunque è
letto ³ka nascondere.
La
rubrica successiva conta del solo pittogramma
¹se che rappresenta la testa di un Goral cinese
Naemorhedus griseus. È
utilizzato come fonema per esprimere una particella
grammaticale che, posta alla fine del periodo, aggiunge alla
frase l’allusione di finalità.
Dallo studio di Joseph Rock è noto che nella versione del romanzo di questo manoscritto sia omesso un periodo intero che invece è scritto in ms. 1114: la sua traslitterazione Kiu ¹cwa ¹du ²lü stella cattiva, maledetta ¹nu tu ³tsɿ sei ²me invece, dunque la traduzione tu invece sei una stella maledetta. (Rock, 1939: 33)
cfr. 26 - VI, VII e rr. precedenti in cui vi è la traduzione proposta sia per i costrutti che per i pittogrammi.
Il
secondo carattere all’inizio della rubrica,
²be neve, rappresenta 3 fiocchi, ma
associato a ¹le luna, utilizzato con significato
di mese, indica il periodo invernale. Entrambe
associati al sottostante numerale ¹s 3,
indicano allora i 3 mesi invernali, la stagione invernale.
Al
centro della rubrica, la variante del pittogramma
²be ghiaccio, letto ¹njü ¹phar.
Successivamente, in basso,
³char rappresenta una falce caratteristica del
mondo contadino naxi, qui è utilizzata per il verbo ²gv
estirpare, a sua volta allusione fonetica all’omofono
anno. (Rock, 1932:)
Come nella rubrica precedente, secondo lo studio del Rock, è stata omessa una frase che compare invece nella versione del romanzo del ms. 1114: ¹žo ¹cwa ¹du ³tar un’erba cattiva ³mi ragazza (tu) ²ji sei ¹se invece, da cui la lettura dell’ultima frase.
cfr. 27 - VII, VIII
La
terribile frase di r. VI è espressa attraverso 2 soli
pittogrammi: il primo
²run buono, virtuoso, rappresenta una
svastica come simbolo propizio e di buon augurio, ed il secondo
pittogramma
²ćin ²dju che
rappresenta un uomo ricoperto da bolle che indicano la
lebbra.
Successivamente
²run un cavallo, la serie di piccoli cerchi che
circondano il collo dell’animale sono la raffigurazione di una
patologia che affligge gli equini che i naxi chiamano Fi-thu.
Nel
pittogramma successivo
è raffigurata una ragazza con un serpente che la incrocia
(verbo detto Lu)
all’altezza del grembo, zona chiamata, in naxi, ¹phi
³go: il significato è facilmente deducibile.
La frase successiva, altrettanto terribile, di cui non è scritto alcun pittogramma è comunque letta e legata alla precedente: - tu sei una che nasconde una rana verde nel palmo della sua mano. (Rock, 1932:)
La rana a cui allude la frase è il risultato del rapporto sessuale che la ragazza ha avuto con il serpente.
Il
tremendo messaggio si conclude con l’esortazione al suicidio
per impiccagione, indicato dal pittogramma successivo
Giu-ù in cui il suicida è ormai già
trasformato in demone come si evince dall'iconografia della
particolare raffigurazione dei capelli, e tiene nelle sue mani la
corda per commettere Giu-ù.
L’ultimo pittogramma ¹se rappresenta la testa di un Goral cinese (Naemorhedus griseus), ed è una
particella grammaticale che, posta alla fine del periodo, aggiunge un’allusione di finalità.
cfr. 27 r. IX.
Il
primo pittogramma
rappresenta una ragazza e sulle sue spalle
²cɑ corredo; la frase è resa negativa
dalla negazione ²mua, il pittogramma seguente, in
alto.
Successivamente,
dall’alto,
¹đu è utilizzato come elemento fonetico
del toponimo (Rock, 1939: 37), sotto il pittogramma
composito
costituito da ¹bu montagna o collina,
altura in generale, nel quale è stato inscritto ¹dv,
il numerale 1.000, in questo caso utilizzato come fonema per
la composizione del toponimo Dumejuzebu.
Successivamente
²dze la testa di uno Yak (il nome naxi sembra
essere strettamente legato al nome tibetano mdso) ma è
utilizzato col significato dell'omofono sostantivo compagno,
marito. Sotto
¹shu ascia, in questo caso utilizzato col
significato di cercare; assieme esprimono la frase idiomatica
naxi ²dze ¹shu il
cui significato è la ricerca di un compagno. Il
pittogramma seguente
²fv aratro, è utilizzato come omofono per
il verbo andare, e ne denota l’imperativo, sotto
²be fare, ed accanto il carattere Geba ³še
dire completano la rubrica.
I tre
pittogrammi iniziali, dall’alto
¹đu,
³khe cestino,
¹bu altura sono fonemi per il toponimo Jukeliubu.
Il pittogramma successivo ³mi ragazza, non è
il soggetto dell’azione, ma l’oggetto; l’azione
è espressa infatti al termine del periodo ed è scritta
con i pittogrammi ¹shu ascia, fare e
¹bu
maiale; ora nella lingua naxi ¹bu ¹shu
significa trovare, e dunque la lettura cercar
moglie. L’azione di moto a luogo è espressa
dal particolare del piede sproporzionatamente grande nel
pittogramma ³mi; per i pittogrammi successivi, vide n.
precedente.
cfr. 27 r. II
cfr. 28 r. I
cfr. 29 - II, III
cfr. 28 r. IV
cfr. 28 - V, VI, VII
cfr. 28 r. VIII
cfr. 28 r. VIII
cfr. 29 r. I
cfr. 29 r. II
Il periodo è arricchito di enfasi dalla ripetizione delle negazioni disperate di Kamejumiky.
Il
primo pittogramma, in alto, è la negazione ²mua,
sotto il quale
¹njü pesce utilizzato come l' omofono verbo
desiderare, dunque ²mua ¹njü non
volere, non desiderare. Di seguito
¹nu albero di castagno, utilizzato come
particella grammaticale, il pronome personale di 2°
singolare. Successivamente la negazione ²mua,
sotto
²qi ago, spina, in questo caso allusione
al verbo ¹qiu obbedire, ascoltare, infine
²me donna, vagina, qui fonema per
esprimere la particella che, posta al termine del periodo,
aggiunge al periodo un senso esclamativo.
I
primi due pittogrammi della r., ²me vagina e ²kha
valle sono utilizzati come complementi fonetici del nome
di Kamejumiky, raffigurata nel pittogramma successivo
³mi ragazza.
Dalla sua bocca la linea protesa indica
l’azione di parlare, mentre dal suo petto il
pittogramma
¹nu
cuore è sia omofono del pronome personale di 3°
persona singolare, lei, sia rappresentazione dell'azione
del pensiero. Secondo la tradizione naxi la “sede del
pensiero” non è il cervello, ma il cuore degli uomini.
Successivamente,
i due pittogrammi
nü e
¹ü rispettivamente
un uomo impaurito e tremante
e la testa di una capra,
sono entrambe usati per esprimere foneticamente il pronome
personale di 2° singolare.
Di
seguito: il bellissimo pittogramma
²la tigre, dunque il simbolo Geba
²suo
indica sia l’aggettivo secco, arido, sia
all’estrema altitudine, così come ripreso dal
successivo
alta
montagna.
Infine
la negazione ²mua
ed il pittogramma
¹jü pecora,
quest'ultimo utilizzato per il verbo nascere.
Questa
difficile rubrica contiene una serie di formule rituali e di
allusioni alla tradizione naxi: il primo pittogramma
¹bu maiale,
reca inscritto sul collo ¹na
che ne determina il
colore nero, scuro;
sotto ²kha valle
e successivamente
¹gü un avverbio
sicuramente e la negazione ²mua.
Il
pittogramma seguente
è composto da il carattere per un albero di pino,
intorno al quale un rampicante si attorciglia e sulla cui
sommità è stato scritto il carattere Geba ¹phar
bianco, che indica il colore dei fiori del rampicante,
da cui Rock intuì trattarsi di un rampicante Clematei.
(Rock, 1939: 41)
Successivamente abbiamo la negazione ²mua ed il segno a forma di asterisco ¹dv numerale 1.000, in questo caso utilizzato per l'omofono aggettivo diritto,
I due
pittogrammi seguenti, ²me e ²kha,
rispettivamente vagina e valle, sono utilizzati come
fonemi per comporre il nome di Kamejumiky, raffigurata di
seguito
:
dai suoi occhi
si estendono linee curve che rappresentano le lacrime ed il suo
pianto.
Successivamente
¹njü ²me sole indica il giorno,
così come ¹le luna la notte;
fra i due è interposto
¹dzhi tempo.
Oltre: il pittogramma già incontrato, a forma di svastica, ²run buono riferito al sottostante ³nv ²me cuore.
Infine,
in alto, il segno triangolare nero
²ndza cattivo, demoniaco, ed il carattere
Geba
¹se,
qui utilizzato per esprimere la particella grammaticale del tempo
verbale passato.
Il
primo pittogramma
³mi ragazza rappresenta Kamejumiky.
Dal suo abito, in evidenza, il carattere
Lu rocce
¹na nere,
in esse inscritto.
Di
seguito
¹mjou gli occhi, accanto ai quali il pittogramma
¹har turchese, qui utilizzato per indicare il
colore blu sia degli occhi, sia del sottostante ¹đi
acqua; infine la negazione ²mua che
esprime il mancato compimento del suicidio.
Il
primo pittogramma
raffigura Kamejumiky con una- corda nella sua mano (in naxi
¹er) dalla forma attorcigliata (²pa ).
Il
pittogramma successivo
un pino, dal suo tronco si protende una bocca e da
essa fuoriesce una linea curva che rappresenta la voce. Il tutto è
seguito, dall'alto: ¹na nero - riferito alla sommità
dell’albero - e la negazione ²mua riferita
sia all’albero privo di bocca, muto, sia al
suicidio della ragazza non consumato.
Il primo pittogramma ³mi ragazza è raffigurato con il particolare macroscopico del piede ad indicare l’azione di moto a luogo; di seguito il simbolo Geba ¹phar bianco, si riferisce al colore del volto della ragazza, mentre il pittogramma sottostante ¹ši oro al colore delle sue calzature.
Il primo pittogramma rappresenta la testa di una tigre, ma è utilizzato come chiave della frase ¹a ²la ²mua ³šar ²be ²thu ¹dzhi, una formula di incipit con la quale iniziano la maggior parte dei mss. Dongba: il significato della formula rituale è d’indicare un tempo molto remoto, in cui le cose non erano ancora distinte.
Successivamente Kamejumiky è di nuovo raffigurata seduta ed intenta a lavorare al telaio; di seguito i pittogrammi ²ko il fuso e ¹ši il filo usato per tessere, dunque la negazione ²mua e sotto ¹ho costato.
Cfr. 26 - I
Cfr. 26 - II
Il primo carattere rappresenta la figura di Giboyulefar, un giovane pastore, in questa vicenda l'amante della protagonista: sopra il simbolo Geba ¹phar bianco, ne è complemento fonetico.
Di seguito: il carattere Geba ¹du è un carattere polisemantico ed indica sia il numerale 1 riferito al messaggio che Kamejumiky affida al corvo perchè sia consegnato al suo amante, sia il verbo omofono dire, parlare.
L'ultimo pittogramma rappresenta l’equivalente del cinese 陽 Yang, il principio maschile attivo: secondo la tradizione naxi ¹du è il creatore del cielo, e sua moglie ¹se, associabile al principio femminile passivo cinese 陰 Yin, la creatrice della terra.
Il simbolo, comunque, in questo contesto è stato utilizzato per indicare l’omofono ¹du raccontare, riferire le parole del messaggio.
La parola ndü nella lingua naxi significa inoltre usanza, costumanza, utilizzo, pratica: nella tradizione locale, se qualcuno incarica una persona di agire come proprio intermediario, si usa l’espressione: ²kʰo ¹du ³še 2ne, che potrebbe essere tradotta con metti in buone parole.
I primi due simboli della r. V sono ¹njü il sole e il numerale ³šar 7, qui sono utilizzatiper esprimere la frase idiomatica ¹e ¹njü ³šar ¹njü ieri, ed il giorno prima di ieri.
Successivamente è rappresentata Kamejumiky dalla cui vita si estende una linea intrecciata che rappresenta il cuore ¹nu , ed un’altra linea che proviene dalla sua bocca, entrambi chiavi per esprimere il concetto di parlare, discutere.
In r. VI: il primo carattere è il numerale 3, sotto Lu rocce, poi Giboyulefar con il complemento fonetico del nome ¹phar bianco sopra la testa: anche lui ha raffigurato il simbolo del cuore che si estende, una rappresentazione dell'atto del comunicare che deriva dalla tradizione naxi, che ritiene il cuore come sede del pensiero e della comunicazione.
Lo stesso atto di reminescenza che i preti Dongba attuano durante la “lettura” dei manoscritti viene spiegato con la formula - conoscere dal cuore.
Infine: ¹se la testa di un’antilope indiana Naemorhedus griseus, qui utilizzata per esprimere la particella grammaticale omofona che indica il passato del verbo.
Il primo carattere della rubrica è un pittogramma complesso, ottenuto dalla fusione di ³čvo cervo e ¹jou ¹đi sorgente d’acqua, quest ultimo associato alla bocca dell'animale, da cui in traduzione anche il verbo ¹t’ü bere.
Il simbolo di sorgente è a sua volta un pittogramma di fusione, composto da acqua e da ¹pa fiore. Lo stesso ¹pa può anche essere letto ²che medicina (come in questo contesto) per indicare che l’acqua sorgiva contiene una qualche sostanza che la rende saportia ed appetibile.
Successivamente il pittogramma di una pecora ritratta nell’atto di mangiare ¹ju una foglia, l’erba della regione alpina.
I pittogrammi sono già stati incontrati ed ampiamente discussi: ad es. cfr. I:25 – VIII. La negazione ²mua, e interposta tra i caratteri oro vs. argento, turchese vs. corallo ad indicare la contrapposizione poi espressa nella formula rituale.
I primi due pittogrammi ²thuo e ¹wa, rispettivamente pino montano Pinus Yunnanensis e quercia Quercus semicarpifolia rappresentano due specie arboricole tipiche della regione di Lijiang e della regione dello Yunnan nord occidentale: nei mss. naxi i due alberi, così come in natura, sono sempre associati, dunque alludono al concetto d'inseparabilità. La negazione ²mua allora è da riferirsi all'inseparabilità delle coppie, sia a quelle già elencate (oro ed argento, corallo e turchese) sia a quelle che seguiranno.
Il significato delle parole della ragazza è un appello all'amante sulla loro inseparabilità e sul fatto che la loro unione sia naturale: così come l'oro e l'argento, il corallo ed il turchese, il pino e la quercia, la vite rampicante e l’albero sono inseparabili, così sono Giboyulefar e Kamejumiky.
Succesivamente: il pittogramma composto raffigura un albero con attorcigliata una rampicante Clematide Clematis vitalba letto ³go ¹njü ³mun ¹njü ¹er e dunque nuovamente la negazione ²mua, nella ripetizione dello schema appena descritto.
Di seguito: pittogramma dell’essere antropomorfo dalla testa di kv orso letto e-kv col significato di zia materna, poi ³mi ragazza. Tramite questi due pittogrammi si allude alla pratica familiare in cui un bambino o una bambina (proprietà della madre e non del padre) allevato/a dalla zia avrebbe sposato il figlio o la figlia della stessa zia. Questa porzione di testo è un'importante attestazione e documenta il ruolo della della zia materna e l'antico modello sociale naxi, modello ancora presente nei centri dei Moso intorno alla regione del lago Lugu: cfr. Mathieu, 2003, Freeman Rosati F., in pubblicazione.
Anche Rock, (1948: 75 nota 190) riporta che “ i bambini delle tribù, sin dai primi giorni dopo la nascita, conoscevano solo la propria zia materna ¹e ²kv, ma non il proprio padre”, questo perché il ruolo della figura paterna all'interno dell'antico modello familiare-tribale naxi era ricoperto dalla zia materna, e questo era dovuto alla pratica di matrimoni incrociati di cui Herrel e McKhann ben hanno spiegato le modalità. (Herrel, 1995: 39 – 62; McKhann, 1998: 23 – 45).
Nell’antica famiglia naxi addirittura anche il padre reale era chiamato con il nome “zio” questo, forse, anche perché i figli e le madri non avrebbero potuto essere sicuri della vera identità del padre, tanto a causa della pratica di promiscuità e libertà sessuale delle coppie, quanto perché come già precedentemente affermato i bambini fin dalla nascita sarebbero stati allevati dalla zia materna, ed il padre non risiedeva nella casa della donna, o comunque vi era sempre assente per eseguire i lavori esterni.
47
Cfr. I:27 - IX
Giboyulefar ed il corvo sono rappresentati con linee protuberanti dalla loro bocca per significare la discussione in corso; di seguito, dall'alto, ³khe cestino qui usato come chiave per l’omofono messaggio e sotto ³še dire, parlare.
Il primo pittogramma della r. V rappresenta un pastore raffigurato con un bastone in mano mentre conduce le pecore, indicate succesivamente: sotto il carattere ¹ku pascolo alpino, perfettamente descritto nell’essenziale iconografia della superficie stondata del terreno montano ricco di erba.
Poi, dall'alto: il triplice numerale ¹s 10, che come in cinese esprime il numero 30 (30 = 3 volte 10) da riferirsi al sottostante ¹njü sole, giorni.
Il simbolo successivo luna, in questo caso ¹le mese è associato a numerale sottostante 3.
Il pittogramma ancora più in basso rappresenta un fiore sul terreno dell’arco alpino, il fiore in naxi è detto ¹njü ¹phar ¹pa fiore del ghiaccio, una specie di Genziana che sboccia solo dopo che il terreno autunnale ha formato il primo strato di ghiaccio, praticamente l’ultimo fiore a sbocciare, il cui fiorire coincide con l’inizio della stagione ³čv autunnale.
Di seguito: di nuovo il pittogramma raffigurante la testa di una pecora, sotto il quale il simbolo ¹za cometa, equivalente del Tibetano gza pianeta, in questo caso utilizzato per l’omofono verbo ¹za discendere.
Il primo carattere della rubrica è la negazione ²mua, ma in questo caso è stata utilizzata per il suo omofono ²mua stagione; il simbolo successivo rappresenta un uomo con una zappa, ed i trattini sotto il suo strumento indicano i semi che sta piantando dopo aver dissodato il campo.
Poi ²dze miglio (cinese 小麥Xiao Mai) e dunque il numerale 30 con lo stesso costrutto della r. precedente. Sotto il simbolo per sole, cioè giorno, che associato al precedente indica un periodo di 30 giorni.
Dunque, dall'alto: luna che, come già incontrato precedentemente, ha significato di mese, e con i caratteri sottostanti la lettura 3 mesi.
I piccoli trattini arricciolati sotto la luna letti ¹zhu indicano 3 gocce d’acqua, e dunque simboleggiano la pioggia: questi ultimi, associati al concetto di mese, indicano la stagione delle piogge e cioè l’estate.
Il pittogramma seguente è composito: in basso abbiamo il simbolo ²ar grano, miglio, poi ³mi maturo, maturare.
Infine ²ar ³mi il grano maturo è disegnato all’interno di un edificio ¹đi casa, cioè un granaio.
Il primo pittogramma della rubrica è ²zo ragazzo. Nuovamente il carattere per luna, qui mese, poi il numerale 3 e sotto ancora ²be neve, da cui - i 3 mesi della stagione invernale (in cui) la neve bianca (discende).
La parte finale della rubrica è costituita dalla negazione ²mua sotto la quale vi è un simbolo anomalo ma interpretabile come la raffigurazione di un piede, (Rock, 1939: 53) letto ²khva, ed indica il camminare, il muoversi, in questo caso l'impossibilità (²mua) di farlo
Il primo simbolo superiore, 4 linee orizzontali, è letto ²har vento; sotto di nuovo il costrutto luna + numerale 3 per indicare un tempo di 3 mesi, un'intera stagione, in questo contesto la stagione dei venti, e cioè la primavera.
Di seguito: ³cu ²pu un Cuculus obtatus, il cuculo comune nella zona di Lijiang, chiave per indicare nuovamente il periodo primaverile, la stagione in cui l’uccello emette il proprio richiamo caratteristico. Poi la negazione ²mua sotto la quale ²ha recipiente, disegnato rovesciato per indicare il concetto di vuoto ed assenza.
Giboyulefar presenta una serie di motivazioni per le quali non ha potuto raggiungere l'amante e per cui non potè commettere assieme a lei il suicidio rituale.
Il primo simbolo, dall’alto, la negazione ²mua e ¹tv un recipiente, in questo caso per esprimere il verbo omofono arrivare, poi il pittogramma che raffigura la luna, utilizzato col significato di mese e sotto ³fv, che rappresenta la testa di un topo, il cui significato in questo caso è anno.
Secondo la tradizione naxi, l’oroscopo compie un ciclo completo (di 12 anni) quando riparte dal primo segno, ossia il topo. Gli ultimi 2 pittogrammi, nuovamente la negazione ²mua e ¹tv arrivare.
Il primo carattere per Giboyulefar, la linea che si protende dalla sua bocca esplica che sta parlando.
Poi, dall'alto: il numerale ¹du uno, poi ripetuto ed associato a ¹le luna/notte e ²gv anno.
Dunque il numerale 3, quindi ¹le luna/mese e sotto ²suo pensare.
Successivamente: il numerale 1 associato al sottostante ³fv topo, qui anno (cfr. n. precedente), dunque ²suo ed il numerale 3.
Per le prime 2 frasi cfr. ms.II:1 - I.
Poi: i due pittogrammi illustrano due figure assise. La prima rappresenta una ragazza, e dall’acconciatura dei suoi capelli, ornati con due fiori, intendiamo che non è ancora sposata: ella è un personaggio della mitologia naxi chiamata Giugì-ezèɿ. La seconda figura, ritratta con testa di falco, è il suo compagno, ed il suo nome è Kothù-sekuò: la testa di falco, ³ko, è utilizzata come complemento fonetico per la prima sillaba del suo nome.
Queste due figure rappresentano 2 demoni che, secondo la tradizione Dongba, incitavano le persone a commettere suicidio.
Come già visto precedentemente, le linee protuberanti dalle bocche dei due personaggi ne indicano la parola.
All’inizio della rubrica I, dall'alto, ¹dv stella, qui con il significato del numerale 1000 e ²ćin numerale 10.
Il primo simbolo della rubrica ¹co elefante, raffigura la testa dell’animale ed è una chiave simbolica che allude al mito della creazione nella tradizione naxi: secondo il racconto della genesi del mondo e dell’uomo vi fu un’alluvione catastrofica che distrusse tutta l’umanità, alla quale scampò solamente un eroe chiamato ¹co ²dze ³lü ²run, nella letteratura Dongba rappresentato da un pittogramma che lo ritrae col corpo di uomo e dalla testa di elefante, utilizzata come complemento fonetico per indicare la prima sillaba del suo nome.
Qui è raffigurato solo dalla testa di elefante, che nella tradizione manoscritta ha acquisito il significato della figura dell'eroe.
Sempre secondo il mito naxi del diluvio, da ¹co ²dze ³lü ²run discesero tutti naxi, i Tibetani ed i Boa, dunque questo pittogramma ha anche assunto il ruolo di simbolo e chiave per indicare tutti i popoli della terra.
Sulla testa dell’elefante poi vi è un altro piccolo pittogramma che rappresenta il capo di una divinità serpente ¹lü , detto anche ¹s, corrispettivo del Nāga nella tradizione Bön.
Di seguito: in basso ¹dü terra associato al precedente indica quindi la terra degli umani, poi la negazione ²mua, e dunque ²ha cibo o l'azione di mangiare.
Dunque il pittogramma che rappresenta un pastore con il suo bastone intento a seguire una vacca: al termine e sotto l'animale quest'ultimo carattere è stato raffigurato un contenitore ed una linea che indica la mungitura del latte.
Il primo simbolo della r. ¹du rappresenta una trappola per animali piena, a cui è contrapposto il simbolo ²mua per indicare quindi una trappola vuota, o la negazione del verbo intrappolare.
Il pittogramma degli occhi ¹do, e le linee che ne fuoriescono, col significato di vedere, esprime l'omofono verbo ¹do ¹du catturare, prendere; la negazione ²mua conclude la rubrica.
Il primo pittogramma rappresenta un uomo intento a lavorare con un attrezzo: egli sta dissodando il terreno (indicato dai puntini) e lo prepara per poi piantare ²dze grano.
Successivamente ²mua negazione e ²ha cibo a cui è riferita per indicare, malgrado vi sia stato il lavoro, l’assenza di cibo.
Il primo pittogramma rappresenta un pastore con il proprio bastone nell’atto di governare le pecore.
Successivamente la negazione ²mua e ¹đi abito.
Le parole dei due demoni consistono in una triste riflessione che verte sull'amarezza della vita e gli scarsi risultati di tutto, una premessa alla tentazione del suicidio come via di fuga alla miserabile esistenza: i 2 demoni in pratica stanno suggerendo alla ragazza, dato che la sua vita terrestre è così difficile, di commettere il suicidio Giu-ù così da fuggirne.
Il primo pittogramma ³mi ragazza per Kamejumiky, subito seguito da ¹mjou occhi qui letto ¹do vedere.
A fianco l’oggetto della visione degli occhi della ragazza: i pascoli della regione alpina, sopra, il pittogramma che rappresenta un arnese con incastri dove sistemare lingotti d’oro e d’argento, da cui ne deriva il significato di ricchezza, abbondanza e quindi pienezza, gioia.
Poi, dall'alto: il simbolo del piede, molto stilizzato, come già incontrato in pg. 2 r. VIII, e sotto ¹žo erba, simbolo dei prati delle regioni alpine dove vagano gli spiriti dei suicidi e dove si recano i suicidi stessi.
Per i tre pittogrammi finali cfr. 3 – V.
I pittogrammi, dall'alto: ¹ći nuvole, sotto è stata rappresentata una casa, successivamente in alto a sinistra, ma molto deteriorato, ²suo pensiero, sottohe ¹gü montagna, dunque ¹đi acqua. Di seguito: il pittogramma ¹pa fiore e ²ba un’ape da miele che succhia il nettare.
Il seguente è un pittogramma composito: sulla parte superiore Kamejumiky raffigurata a cavallo di ²la ¹hü rispettivamente tigre rossa. Al termine della rubrica: ³mi ragazza dipinta come un pastore nell’atto di condurre ³čvo un cervo
Il primo pittogramma ³le ²kv rappresenta la testa di una cerva, il pittogramma la raffigura con ¹le orecchie ¹pa grandi, e ad essa è associato il concetto di mungere, in naxi ¹chwa, espresso dal simbolo ²no ³ji del latte.
Il pittogramma, da solo, è chiave dell'intera frase idiomatica e fromula rituale - mungi la cerva dalle grandi orecchie.
Successivamente, dal basso: il telaio, dai cui fianchi le linee orizzontali prolungate ²da ¹da rappresentano il vento che spira e sopra di essi le nuvole ed il carattere Geba ¹phar bianco, chiavi della frase - tessi il vento che soffia e le nuvole bianche.
Il primo simbolo ¹đi acqua, viene utilizzato per rendere una sillaba del nome di Kamejumiky: la ragazza è rappresentata di seguito nell’atto di parlare.
Nella r. successiva, dall'alto: il pittogramma raffigura una bocca, sotto una mano, accanto il simbolo ¹gü che esprime il concetto così, in questo modo; sotto ancora il simbolo ²la utilizzato come particella interrogativa (simile al cinese 吗 ma), dunque i due simboli assieme ¹gü ²la costituiscono una sorta di interrogativo, “è così?”.
Infine: la svastica ²run buono, ereditata dalla tradizione Bon e, secondo la tradizione Dongba e la cultura naxi, simbolo di virtù e di bontà.
Il primo simbolo di questa rubrica è nuovamente Kamejumiky: la ragazza è ritratta nell’atto di vedere: l’oggetto della sua visione è sé stessa nel momento del suicidio. (Rock, 1939:65)
I primi due simboli, già incontrati precedentemente, rappresentano i due demoni Giugì-ezèɿ e Kothù-sekuò del suicidio Giu-ù: essi sono ritratti nell'atto del parlare, e le loro parole provocano 2 apparizioni, così come suggerito (il numero dalle apparizioni) dal carattere successivo, in alto, il numerale ¹njü 2. Sotto ²pa rana qui utilizzato come abbreviazione della frase rituale ¹bu ²pa 1be, dove ¹bu cambiare, ²pa trasformare provocare una metamorfosi; cambiare in qualcosa, produrre, e 1be fare. Nella lingua naxi la frase ¹bu ²pa 1be può avere 2 significati: il primo avere un rapporto sessuale, il secondo causare l’apparizione di qualcosa. (è sempre implicato il concetto della generazione e della nascita)
Successivamente, dall'alto: ²mua cielo, sotto ¹ći nuvola. Dunque al termine della rubrica, dall'alto, il carattere sillabico Geba ¹phar bianco, il pittogramma ō osso, ed ¹hu ripetuto 3 volte, tre gocce di pioggia.
Il primo pittogramma della rubrica dovrebbe essere letto ¹gü ³na ³ši ²lo ¹gü e rappresenta monte Shilo, la montagna sacra per la tradizione Dongba. Accanto ²har il vento che spira e sopra ¹phar bianco.
Di seguito: il pittogramma raffigurante gli occhi con le linee protuberanti indica l’azione di vedere ed è letto ¹do: l’oggetto della vista è costituito da ¹dü terra, sopra cui è sospesa una suicida per impiccagione, poi la triplice ripetizione di ¹žo erba.
Successivamente, sempre oggetto della visione, abbiamo il pittogramma ²phe ¹le farfalla, ritratta legata a ²qi un ramoscello o una spina di un ²o ¹dzar fusto, tronco; dunque la stessa scena si ripete con un altro animale: il pittogramma ³ji ¹bar libellula legata ad una pianta di ¹bu Artemisia.
Per i primi pittogrammi cfr. 3 – III, IV.
Un serpente ²zi è raffigurato legato con una corda ²pha al fuso ²kʰo.
Di fianco, il pittogramma ¹mjou occhi, sono gli occhi del piccolo serpente che Kamejumiky vede come d’argento (pittogramma sopra gli occhi ¹njv) e d’oro ¹ha (sotto). Di seguito, dal basso: ¹ō turchese e ¹čung corallo.
Il primo pittogramma della rubrica rappresenta un suicida, ed esprime il concetto di commettere il suicidio rituale per impiccagione. Successivamente abbiamo il pittogramma ³mi ragazza, che indica la protagonista del romanzo, e dunque ²si, il pittogramma che rappresenta un povero uomo, i cui capelli arruffati sono simbolo della miseria e della povertà, stato attuale della vita di Kamejumiky.
Il primo pittogramma ¹du è il numerale 1, sotto ¹njü sole, abbreviazioni della frase idiomatica che nella letteratura Dongba è formula di incipit nella narrazione di una storia antica: ¹du ¹la ¹du ¹njü ¹mjou all'inizio dei tempi.
²mua ²gv ³go ²dse ³mi è il nome di una delle regine celesti del suicidio rituale Giu-ù, che secondo la mitologia Dongba conduce un carro d’argento: ella è rappresentata dalla figura suicida, la cui corda per l’impiccagione la collega direttamente con ²mua, il cielo.
Sotto le sue mani abbiamo il pittogramma ¹čung corallo, riferito agli occhi di ²mua ²gv ³go ²dse ³mi; di seguito ²te bandiera qui usata per significare un luogo, da riferirsi dunque al posto dove è stato commesso l'estremo sacrificio.
Sotto, il numerale ¹njü 2, è stato scritto in questa rubrica, ma si riferisce alle frasi recitate nella prossima, ossia il ricordo della 2° regina del suicidio.
Il pittogramma che rappresenta gli occhi è anche chiave del verbo ¹lü vedere, e si riferisce alla visione del suicidio e della regina celestiale. Il concetto di ricordo che se ne deduce è dunque inteso come l'apparizione e la visione di quanto sovviene alla mente, così come il racconto rituale di una storia (come questa stessa narrata e recitata) equivale ad una rievocazione reale degli eventi.
Il primo pittogramma ¹ho rappresenta un costato. Qui è utilizzato come fonema per alludere al nome ²mua ²gv ¹ho, il luogo scelto come posto dove commettere Giu-ù dalla 2° regina celestiale del suicidio, il cui nome naxi è ³go ²dse ³go ¹lar ³mi.
La linea curva che si prolunga dalla bocca della ragazza è letta ¹do e rappresenta la saliva che ne esce. Accanto il pittogramma ¹njv argento abbrevia la formula rituale - era come l’argento e l’oro.
Come nei 2 casi precedenti di suicidio Giu-ù, anche la giovane ragazza di nome ³e ²gv ²bo ³dšo ³mi si uccise e secondo la tradizione Dongba divenne la II regina Giu-ù.
Sotto il pittogramma del cielo, in alto, letto ³ma, rappresenta lo stomaco di pecora. Sotto ancora ²gv che esrpime il verbo pungere, bucare, ma anche colpire; esso abbinato a ²mua rende ²mua ²gv colpire il cielo, ossia tuono, ed entrambe sono fonemi del nome del toponimo ²mua ²gv ³ma scelto per commettere Giu-ù.
Successivamente, in basso ¹ō ossa, dunque ²dv conchiglia e sopra il simbolo Geba ¹phar bianco.
cfr. 5 - I
Il primo simbolo è un pittogramma complesso dato dalla fusione di più unità grafiche: la principale è costituita da ²ko una gru: il simbolo Geba ¹phar la descrive come bianca così come bianche sono le nubi, ed il collo dell'animale è legato alla corda direttamente appesa alla nuvola ³čung.
Successivamente, dall'alto: ¹nu una piuma di uccello, sotto ¹njv ed ¹ha, rispettivamente argento ed oro, chiavi della frase le sue piume erano d’argento e d’oro.
A fianco si ripete lo schema appena incontrato: di nuovo un pittogramma di fusione la cui unità grafica centrale è un albero di pino dalla cui sommità (²kv testa) parte la corda a cui è legato il cuculo. Di seguito, dall'alto: ¹nu piuma, dunque ¹ō turchese e ¹čung corallo.
Il primo pittogramma ¹a, rappresenta una montagna, all’interno è stato disegnato anche ¹a la testa di un pollo, omofono ed utilizzato come complemento fonetico. Di seguito ¹bu ²fv il gufo è legato da una corda sulla sommità dell'altura, poi sip resenta la stessa costruzione della precedente rubrica: i pittogrammi ¹njv argento, ¹nu piuma e ¹ši oro come chiavi della frase - le sue piume erano come l’argento e l’oro.
75 Ianthocincla maxima
76 Tragopan temminckii
Il primo pittogramma ³mun ¹ši rappresenta una canna di bambù Arundinaria fabbri, sulla cui cima una corda lega ¹ku ²ki un tordo, ed il simbolo Geba ¹phar bianco accanto alla coda.
I 3 pittogrammi successivi sono già stati incontrati precedentemente e sono chiave della frase - le sue piume erano come l’argento e l’oro.
Di seguito: il pittogramma che rappresenta una pianta indica una quercia gialla Quercus semicarpifolia, dunque un altro uccello, il galliforme Tragopan temminckii, legato per il collo alla sua sommità.
Poi, come già spiegato nelle rr. precedenti, i 3 pittogrammi chiave della frase - le sue piume erano come il turchese ed il corallo.
Il pittogramma ²fv fagiano ha una corda che lo avvinghia al collo, dunque si ripete la costruzione delle - Precedenti; una particolarità è costituita dal carattere ¹nu piume applicato sulla lunga coda del fagiano, e di seguito ¹njv argento e ¹ši oro come chiavi di - le sue piume erano d’argento e d’oro.
Il primo pittogramma della r. rappresenta l’alta montagna; sopra di essa ²suo indica il ocncetto di estrema altitudine e di seguito ²la ¹hü la tigre rossa ritratta con la stessa iconografia per il suicidio già incontrata, dunque i simboli ¹njv argento, ³bar strisce, riferite ovviamente alla tigratura del manto dell'animale, e ¹ši oro.
Il primo carattere della rubrica, ¹di, rappresenta una pianta di Felce aquilina Pteridium aquilinum che cresce su una collina, ¹bu, pittogramma atipico, molto stondato. Di seguito ³čvo ¹phar cervo bianco, raffigura l’animale nell’iconologia del suicidio per impiccagione già incontrata e descritta. Poi: ²thuo albero di pino,ed accanto ¹bu quercia Quercuis semicarpifolia, chiavi della - i suoi palchi erano come i rami del pino e della quercia.
81
Il primo pittogramma ¹a
altura, montgna,
è abbreviazione di ¹a
¹shwa caverna dell’alta
montagna, il luogo dove avviene il suicidio,
dunque ²ji
²me femmina del capricorno
selvatico Capricornis sumatraensis
milne-edwardii, quindi i pittogrammi ¹ō
turchese, ²fv
capelli, qui per
esprimere il colore
blu della criniera
dell’animale,
ed infine ¹čung
corallo.
82 Moschus
Il primo pittogramma rappresenta un albero, di seguito ²le ¹pɯ moschide raffigurato con grandi denti protuberanti dalla sua bocca, in naxi ¹dza ¹sar denti lunghi. Dunque i simboli già incontrati per argento ed oro, rispettivamente ¹njv ed ¹ha.
84 Crossoptilon harmani
Il primo pittogramma ³khju Ginepro al quale segue il fagiano dell’altopiano tibetano, Crossoptilon harmani, il Fagiano orecchiuto del Tibet, caratterizzato da un piumaggio bianco-grigio e dalle zampe rosse: nella lingua naxi il suo nome è ¹hu ¹phar ²khva ¹hü che letteralmente significa ¹hu fagiano ¹phar bianco ²khva zampe ¹hü rosse, colore indicato dal pittogramma ²mi fuoco disegnato su una delle sue zampe.
Successivamente, dall'alto: ¹čung corallo, ¹nu piuma e ¹ō turchese .
86 Aegypius monachus
Il primo pittogramma rappresenta l’avvoltoio monaco, Aegypius monachus, un avvoltoio dal piumaggio nero che vive nel Tibet nord orientale; in naxi il pittogramma è letto sia ³go ¹na sia ¹khju ³gu ³go ¹na.
Sopra di lui abbiamo il pittogramma ²ćin ²pɯ rete larga, la rete utilizzata dai naxi per catturare gli uccelli; pɯ è letto col 1° tono ad indicare lo stato in luogo sotto.
Successivamente i simboli argento ed oro chiavi della frase - i suoi occhi sono come l’argento e l’oro.
Cfr. 4 - II, III, VII; 5 - I
Il primo pittogramma ³mi ragazza cioè Kamejumiky dal piede macroscopico, da cui se ne deduce l’azione di camminare verso la collina. Da essa si apre una bocca e si protende una linea che rappresenta l'azione di parlare, ma la negazione ²mua nega questa capacità.
Poi viene ripetuta la stessa formula per i pittogrammi seguenti: albero e, in rubrica successiva, acqua.
In 6 – IX Kamejumiky è ritratta con la corda del suicidio, in 7 – I è invece raffigurata con delle rocce nere nell’abito, simbolo del gesto suicida di lasciarsi annegare nelle acque del fiume; il colore nero delle pietre è dato dal punto nero inscritto in una di esse.
Il primo pittogramma ¹njü ²me sole significa anche il punto cardinale ovest, e tramonto.
Successivamente, il pittogramma pilastriforme è letto ³ši ²lo ²da ¹dzar ossia l’albero sacro del monte Shilo, per la mitolgia naxi la montagna sacra dell’Universo.
L'albero che sporge da Monte Shilo è letto ²da ¹dzar una specie di Quercia sempreverde, Quercus cleistocarpa, che cresce in ambienti asciutti e rocciosi ad un’altitudine compresa tra gli 8000 ed i 10000 piedi.
Di seguito Kamejumiky è ritratta suicida, impiccata all’albero: in basso il simbolo per valle usato come complemento fonetico per il nome della ragazza, dunque dall'alto il simbolo ¹bar corda e sotto ascia, quest'ultima usata col significato di agire, fare.
Infine ³mi ragazza, poi la negazione ²mua e ³tar nodo.
Il primo pittogramma indica Kamejumiky. Di seguito il simbolo ¹bu morire, separarsi. Accanto ¹ku ago qui utilizzato per la sua omofonia con ¹ku dentro, all’interno, e dunque il simbolo ³tar nodo.
Il pittogramma centrale ¹se è qui utilizzato per esprimere la particella grammaticale omofona, che nella lingua naxi ha la funzione di formare, posta dopo il verbo, il passato prossimo, indicando però un’azione che non è ancora stata compiuta.
La rubrica è molto complessa, la sua interpretazione difficoltosa, per la traduzione proposta cfr. Rock, 1939: 78
Il primo simbolo della r. IV rappresenta una quercia gialla, di seguito ²khu bocca.Di seguito la protagonista e la negazione ²mua.
Il simbolo successivo ¹ku ago sotto la negazione èutilizzato come omofono di ¹ku dentro.
La successione dei simboli si ripete (r. V): Kamejumiky, ¹ku ago - dentro, ¹mu ¹ši quercia gialla, ¹se particella per indicare il passato prossimo e ²fv capelli particella per l’imperativo.
Come nella r. III, la costruzione è molto complessa. Il Dongba autore dle manoscritto ha omesso molti pittogrammi e la traduzione proposta è molto difficoltosa: cfr. Rock, 1939: 78, 79
Il primo simbolo della r. ¹se testa di capra selvatica, si riferisce in realtà alla conclusione del periodo come particella grammaticale per la costruzione del passato prossimo.
Di seguito il pittogramma ²pi ¹li flauto, in questo caso però utilizzato per esprimere foneticamente il verbo ²pi ¹li ²fv uccidere, morire, scomparire, stesso utilizzo fonetico per il successivo, un'antica unità di misura naxi corrispondente ad un corno di Yak riempito di polvere da sparo, usato per il verbo omofono ¹bu andare.
Poi: ¹lü freccia, veloce, velocemente, dunque ³mi ragazza, ossia Kamejumiky, ritratta sia come suicida, sia con un attrezzo nelle mani mentre lavora il terreno, per esprimere il verbo fare, compiere.
Il primo pittogramma ²kha, rappresenta una vallata con una sorgente, utilizzato come complemento fonetico del nome della protagonista, rappresentata nel successivo ³mi ragazza; per il pittogramma pilastriforme ³ši ²lo ²da ¹dzar l’albero sacro del monte Shilo, cfr. 7 - II.
Successivamente, dall'alto: ²ha luna o notte, sotto il numerale 3, di seguito il pittogramma con testa caprina e corpo umano ritrae l’amante di Kamejumiky Giboyulefar sopra il quale il Geba ¹phar bianco è complemento fonetico. Poi, dall'alto: ²run ²me vacca, e ³phi che rappresenta una scapola, in questo caso utilizzato per l’omofono verbo perdere, ed infine la negazione finale ²mua.
I primi pittogrammi della rubrica sono, dall'alto la negazione ²mua ed il simbolo ¹nü pecora - usato per indicare gli animali domestici. Di fianco, in basso il pittogramma ¹phi scapola qui impiegato come omofono del verbo perdere.
Successivamente: ²dzi terra, ed in basso ¹ō grano.
Il primo pittogramma di questa rubrica è in realtà stato scritto al termine della r. precedente: Giboyulefar è raffigurato con un piede ingrandito per indicare la sua azione di moto, come già visto (cfr. 6 - IX); sopra di lui il simbolo Geba ¹phar bianco come complemento fonetico del suo nome.
Successivamente, dall'alto: ¹shu ferro utilizzato per il verbo omofono ¹shu guardare, cercare, dunque ³phi perdere, riferito al pittogramma successivo, vacca.
Cfr. pg. 7 r. II. Kamejumiky è raffigurata suicida all’albero sacro di monte Shilo.
Il pittogramma successivo è utilizzato per esprimere foneticamente il verbo ²kɯ ²dzi parlare. Di seguito ¹le luna ed in basso ²o osso, entrambe utilizzati come fonemi per costruire la parola ¹ō ¹le anima.
L’ultimo pittogramma della rubrica è Giboyulefar, con cui l’anima di Kamejumiky conversa.
98Ballerina Bianca, Motacilla alba, un passeraceo diffuso in tutta l'Eurasia.
L’anima di Kamejumiky si rivolge a Giboyulefar chiedendogli a proposito dei messaggi con cui annunciava la volontà di suicidarsi ed invitava l’amante a raggiungerla per consumare assieme il suicidio Giu-ù.
I primi due simboli della r. V sono ¹njü il sole e il numerale ³šar 7, ma nel ms. è inteso come ¹e ¹njü ieri, e ³šar ¹njü il giorno prima di ieri, traducibile come già incontrato (cfr. 1 – V) in alcuni giorni fa.
Successivamente il simbolo Geba ¹phar bianco, a fianco ³tsɿ 2li che raffigura la Ballerina bianca Motacilla alba Hodgsonii, una specie di passeraceo dal corpo bianco, dunque il simbolo a forma di asterisco ¹dv - il numerale 1000.
Nella r. successiva (IV), dall'alto: ²kʰo corna, qui con significato di messaggio e ²mua negazione. Poi il corvo messaggero con inscritto il determinativo del colore nero del suo piumaggio; infine nuovamente i pittogrammi ²kʰo messaggio e ²mua negazione.
Il primo pittogramma della r. raffigura Giboyulefar con il carattere Geba ¹phar bianco come complemento fonetico del suo nome; sotto ¹dv il numerale 1000 riferito al successivo ²kʰo messaggio, ed in basso, ¹tv recipiente, qui utilizzato con il significato di prendere, giungere.
Cfr. 2 - VIII, IX
Cfr. 2 – V, VI, VII.
Vi è una variante degna di nota: ³čv ²mua ²gv ²lo ²dsu letteralmente nella stagione autunnale 9 occupazioni tutte, in cui il numerale 9, il pittogramma composto dalle 3 file di 3 trattini verticali ad esprimere in questo contesto la frase idiomatica che indica le 9 possibili attività lavorative dell’uomo.
Cfr. 3 - II
Il primo pittogramma della r. raffigura Giboyulefar nell'atto di parlare, azione determinata anche dal carattere Geba successivo che esprime il verbo parlare.
Poi: il pittogramma ¹đi acqua, utilizzato come complemento fonetico del nome di Kamejumiky rappresentata di seguito (³mi ragazza), dunque il carattere per pecora, e sotto ²kuo pascoli alpini, infine la negazione ²mua.
Successivamente (III): nuovamente ritratti Giboyulefar e Kamejumiky, ma interposto tra i due la negazione ²mua.
Il primo pittogramma ¹đi acqua è complemento fonetico del nome di Kamejumiky rappresentata successivamente. Di fianco, dall'alto: ¹njv argento, sotto ¹ši oro, dunque di fianco ed in alto ¹ō turchese, sotto il quale ¹čung corallo. Infine i pittogrammi ¹pa fiore nero, fiore appassito e sotto la il verbo essere.
Giboyulefar è ritratto con il cuore in evidenza dal quale si estende una linea curva, attività della parola (cfr. n. 35). Di seguito, dall'alto: ²mua cielo, sotto ¹mjou ²bar occhi che piangono, le cui lacrime sono rappresentate dalle linee che s’incurvano verso la terra ¹lü.
Successivamente: la rappresentazione di Kamejumiky suicida è seguita dai pittogrammi ¹se capra, e ²pɯ pecora, dunque ²ta parlare, pittogramma che è la rappresentazione stilizzata di una bocca aperta.
Di fianco, dall'alto: ²kv testa, qui utilizzato per omofonia come aggettivo abile, essere capace; sotto ¹lü una zecca, qui esprime la particella grammaticale per rendere il periodo esclamativo.
Le parole di Giboyulefar attingono alla tradizione funebre naxi, infatti, durante i funerali, i parenti del defunto sono soliti recitare: ²le ¹t’ü ³kv ³lü ¹lü; ²le ²ži ³kv ³lü ¹lü, ²le ²gu ³kv ³lü ¹lü. ²le ³še ³kv ³lü ¹lü – sarai capace ancora una volta di bere? Ancora una volta di mangiare? Ancora una volta capace di camminare? Ancora una volta capace di parlare?; questa formula funebre è chiamata ²ji ²pa ¹da ³phi.
Le parole di Giboyulefar sono tratte dalla formula funebre ²ji ²pa ¹da ³phi spiegata in r. precedente. I simboli della r. VII sono, dall'alto: ¹ō turchese, sotto ¹čung corallo, e di fianco ¹mjou occhi.
I primi pittogrammi raffigurano ²thuo un albero di pino e ¹bu un albero di quercia, dunque ²thuo piede, poi ¹njv argento e ¹ši oro. Di seguito, dall'alto, ¹si riso, sotto il quale ²ha contenitore per le vivande.
Il pittogramma successivo raffigura Kamejumiky suicida, la sua bocca è accentuata con due linee protuberanti per rappresentarla aperta nell’atto di mordere del cibo e di mangiare; poi il pittogramma ³kv essere capace.
Anche in questo caso le parole di Giboyulefar sono tratte dalla formula funebre ²ji ²pa ¹da ³phi così come nelle - successive: cfr. VI.
Il primo pittogramma ³khva raffigura una coppa; al suo interno abbiamo il pittogramma ²ži vino, di seguito Kamejumiky suicida raffigurata con la bocca aperta nell'azione di bere.
Dunque, dall'alto: ¹ho qui, sotto ¹čar o ¹bu ¹čar pancetta, dunque ¹ši carne, e sotto ancora ³khva coppa, o recipiente. Kamejumiky poi è rappresentata con braccia protese verso il cibo e con la bocca aperta. Infine ²kv testa, qui utilizzato per l'aggettivo abile, essere capace.
Il primo pittogramma è ²khva piede, sotto ¹đi abito. Successivamente (pg. 10 r. I) Kamejumiky suicida con le braccia protese ed infine ³kv abile, essere capace.
Il primo pittogramma ²kha valle è utilizzato come complemento fonetico per il nome di Kamejumiky, raffigurata nell'atto di parlare, concetto ripreso dal simbolo Geba ³še parlare ne determina l’azione.
Successivamente (III) i pittogrammi ¹se capra, e ²pɯ pecora entrambe rappresentati con una linea che si protende dalla loro bocca: questa linea non indica la parola, ma l’aria.
Poi: il pittogramma ²ta parlare, e di seguito, dall'alto, la negazione ²mua, sotto ¹du che rappresenta la figura di un uomo con copricapo trilobato: esso indica un concetto astratto, ossia il principio generante maschile, equivalente del cinese 阳 Yang, ma in questo contesto è stato usato per omofonia del sostantivo usanza, costume, tradizione.
cfr. 9 - VII, VIII
cfr. 9 - IX
cfr. 9 - IX
cfr. 9 r. X e pg. 10 r. I
Il primo pittogramma ²kha valle, è utilizzato come fonema per il nome di Kamejumiky, raffigurata mentre parla con Giboyulefar.
Di seguito, dall'alto: ¹njü sole, ma in questo caso giorno, sotto e di fianco ²ko gru Grus nigricollis, e ³ko falco Milvus lineatus. Entrambe gli uccelli sono rappresentati con la caratteristica linea protuberante dal becco, ad indicare l’azione di parlare, in questo contesto pregare e chiamare Kamejumiky, traduzione proposta sulla base dei particolare pittogramma che s'intravede sotto ³ko falco, rappresentato in volo: 7 puntini. Nella lingua naxi il numerale 7 è detto ²sar omofono del verbo pregare.
Successivamente, dall'alto (11 – I): il pittogramma ¹hu notte rappresenta la luna, sotto ²da volpe (rappresentata con la caratteristica coda vaporosa (privo di questo particolare il pittogramma sarebbe letto ²khva cane), di fianco ¹dv, letto anche ¹tv gatto selvatico dello Yunnan Felis temicki.
In questa r. l’azione è praticamente e completamente illustrata dai 2 pittogrammi che raffigurano Giboyulefar e Kamejumiky: egli è ritratto nell’atto di ³da tagliare - ¹bar la corda - ²tsɿ legata - ²či al collo di Kamejumiky con la sua ¹ga spada.
Il simbolo Geba ¹phar bianco è utilizzato come complemento fonetico del nome del pastore, mentre l’ultimo pittogramma ²du tradizione (cfr. n. 111) per rendere nel periodo un senso di supplica.
Il primo pittogramma raffigura Giboyulefar; di seguito, in alto: il simbolo Geba ¹phar bianco, riferito al pittogramma sottostante ¹s mantello di feltro, il mantello tradizionale dei pastori delle montagne dell’arco alpino di Lijiang ricavato dal vello delle pecore.
Sotto: ³mi ragazza, che rappresenta Kamejumiky ormai liberata dalla corda dello Giu-ù, adagiata a terra, ³ka ricoperta dal mantello di Giboyulefar. Poi sempre dal basso: è rappresentata la pira dove avviene la cremazione del corpo della ragazza; il nome Zirun-muenzulu è quello del luogo dove, secondo la tradizione ormai in disuso, i naxi cremavano i propri morti.
Sopra, il pittogramma ³mi per Kamejumiky, il piccolo puntino nero per il colore nero della fuliggine, il pittogramma ²o osso ed il sillabico Geba ¹phar bianco.
Dall'alto: il primo pittogramma ³pv recipiente per bollire il riso, in questo caso utilizzato per il verbo omofono accompagnare, scortare, sotto ³mi per Kamejumiky, poi ¹gü una montagna dentro la quale è inscritto il numerale 12, formato da ¹si 10 e ¹njü 2, entrabe utilizzati come complementi fonetici per il nome del toponimo ¹si ¹njü ¹gü ²ko ¹bu.
Per il resto cfr. 10 - X, 11- I
cfr. 10 - II, III
Dall'alto: il primo pittogramma ¹go panchina, seggio è abbreviazione della frase idiomatica ¹go ¹nu per primo, per prima cosa. Sotto il carattere ²mua cielo abbreviazione della formula ²mua ¹lun cielo ordinato, ossia cielo propizio; sotto ancora ²fv ratto, in questo caso letto ²gv anno.
Successivamente il pittogramma a forma di svastica ²run buono, propizio, sotto ¹tv contenitore, utilizzato per il verbo omofono arrivare, giungere, poi seguito, dall'alto, ¹le luna, in questo caso mese, e sotto ¹za discendere o apparire.
Dall'alto: il primo pittogramma ²be rappresenta 3 fiocchi di neve, ma esso è letto ²chu inverno. Sotto ²har, le linee orizzontali parallele, rappresentano il vento: insieme al precedente indicano i venti invernali.
In basso ³thu contenitore utilizzato per il verbo omofono arrivare.
Successivamente il pittogramma ō turchese, qui abbreviazione di ō ¹har verde, e sotto ¹žo erba: cfr. Rock (1939: 97)
Di seguito: ¹ši oro, qui utilizzato per indicare il colore giallo e dunque letto ¹ši, o ¹ha ¹ši. Poi ¹bu Artemisia scoparia, pianta spontanea molto comune nella regione di Lijiang; di fianco i due pittogrammi identici ¹ši rappresentano due foglie. Questi assieme a ¹ha/¹ši oro/giallo sono chiave di una frase idiomatica della tradizione naxi: ²la ¹ši ²le ¹le ²khu ¹se che indica l’ingiallire delle foglie e dell’erba, una formula dedicata ad una specie di quercia, Quercus Fianchetti, in naxi ²la ¹dzar, un albero le cui foglie si colorano di giallo brillante nei mesi autunnali.
Successivamente i pittogrammi rappresentano la testa di una gru ed al suo fianco la testa di un’anatra, entrambe raffigurate nell’atto di emettere richiami ed accomunate dal pittogramma ¹za discendere, apparire.
L’anatra ha poi inscritto un punto nero sul collo, che indica il colore del piumaggio, dunque è letta ²mba ¹na, un tipo di anatra selvatica di colore scuro.
Il pittogramma successivo ²thuo ¹bu è composto da un albero di pino su di uno sperone roccioso, di seguito il pittogramma ¹đi acqua, ad indicare le sorgenti ed i torrenti che sgorgano in autunno, stagione delle piogge.
Il primo pittogramma della r. rappresenta la testa di una vacca, di seguito un pittogramma composto formato da ¹tv contenitore, qui utilizzato sia per indicare un recipiente, sia per alludere all’omofono verbo arrivare riferito al periodo precedente, ed all’interno del contenitore vi è una giara con del vino a bollire ³qiu ed a fermentare ²si ³mi.
I pittogrammi successivi, dall'alto: ²mba ape da miele, oppure zucchero, dolce, sotto il pittogramma ¹bu ²zho maiale, poi la svastica ²run buono propizio, dunque (12 – I ) ²nga superiore, principale, concetto rappresentato da una bandiera militare per le insegne vittoriose, da cui ne deriva l'aggettivo; di fianco ²khu porta e sotto ¹tv, per omofonia, giungere.
Come Rock afferma (1939: 98) questa r. è molto difficoltosa a causa dei pochissimi pittogrammi utilizzati come chiavi per lunghe e complesse frasi idiomatiche della tradizione popolare naxi.
Il primo pittogramma ²zsu rappresenta il fusto di una pianta, in questo caso il tronco di un albero di pino, sul quale è stato scritto il simbolo ¹ō osso, giuntura: questo pittogramma non viene letto, ma è una sorta di determinativo per indicare ed alludere al campo semantico degli antenati, e può essere interpretato come una sorta di stilizzazione di un albero genealogico.
La cultura naxi e Mosuo identifica i legami matrimoniali su linea paterna come “carne” ed i legami matrimoniali su linea materna come “osso”, dunque essendo il pittogramma ²zsu leggibile anche come ³chĕr generazione ed il pittogramma ¹ō osso come allusione alla generazione materna, con questo singolo pittogramma complesso - di fusione si allude all'intera linea materna degli antenati di Kamejumiky.
Successivamente abbiamo il numerale ¹sɿ 3, sotto il quale ¹phe, che raffigura una parte di tessuto, in questo caso utilizzato per il suo valore fonetico, come abbreviazione ed allusione a ¹phe ²be nonna.
Il pittogramma che raffigura la testa di pecora ¹jü o ¹ju pecora può anche essere letto ¹nu animale domestico, ed essere abbreviazione, come in questo caso, di ¹nu il sacrificio di animale domestico. Associando questo al numerale ¹sɿ 3 ed al pittogramma seguente, in basso,¹tv un contenitore, qui col significato di tipo, qualità, riferito al sacrificio dell’animale domestico, da cui la traduzione proposta - tre tipi di animali come offerta.
Il primo carattere della r. è un pittogramma di fusione: ¹bu, rappresenta una sommità montana, e su di esso si erige ¹jü antenato, rappresentato dal fusto di un albero di pino, utilizzato come feticcio simbolo dell’essere umano in alcune cerimonie funebri. Sulla sommità vi è la testa di scimmia ¹jü, secondo la tradizione naxi il simbolo della prole da cui ebbe discendenza il genere umano, da cui la traduzione - il reame degli antenati.
Di seguito: due teste di animale, rispettivamente ¹le un mosco e ²pɯ una pecora, a loro volta chiavi di ²le ²zho ¹si e di ²pɯ ¹le ²me, frasi idiomatiche con cui si soleva indicare il padre e la madre defunti.
Poi, dall'alto: ¹go seggio qui usato con l’accezione di sopra, alto, ³pv recipiente per la cottura del riso qui utilizzato per il verbo omofono scortare, accompagnare.
Giboyulefar e Kamejumiky e tra loro il carattere Geba ³še dire, parlare.
Per i pittogrammi successivi cfr. 10 - II, III; J. Rock, 1939: 104
cfr. 11 - VII, VIII.
cfr. 11 r. IX, pg. 12 r. I
cfr. J. Rock, 1939: 205
cfr. 11 r. II
cfr. 11 r. III.
I pittogrammi di r. III sono già stati discussi numerose volte: rappresentano il dialogo tra Kamejumiky e Giboyulefar.
Nella r. successiva, il primo simbolo ²run buono, è utilizzato col significato di perla gioiello, e può anche essere letto ¹no ²bü, un prestito dalla parola tibetana nor bu - gioiello, pietra preziosa.
Sotto, ¹mun bue, poi ²che sale e ²pɯ pecora.
Successivamente il pittogramma ²kʰo covare, allevare che insieme a ²pɯ indica una giovane pecora che non ha ancora avuto maternità.
Dall'alto: ¹phar bianco e ¹dü terra, per esprimere il toponimo ¹phar ³na ¹dü ²ka ³čung.
Di seguito: Lu roccia, sotto ¹ō turchese e ¹čung corallo, poi di nuovo ¹dü terra, al suo centro un punto nero inscritto che ne indica il colore scuro; tutto si riferisce ad una roccia di colore scuro sotto la quale, secondo le parole di Kamejumiky, l'amante vi potrà trovare argento, oro, corallo e turchese.
Infine: ¹mjou gli occhi, dunque ²te, qui entrambe utilizzati come fonemi per l’avverbio di luogo ²te ¹mjou qui, in questo posto.
I primi 4 simboli della r. sono già stati ampiamente spiegati, e rappresentano il dialogo tra i due amanti.
Di seguito Kamejumiky suicida con ¹nu cuore proteso.
Poi, dall’alto: ²mua cielo, sotto il simbolo Geba ¹phar bianco riferito alle nubi ¹ći. Più in basso nuovamente il carattere Geba ¹phar bianco, dunque ²run buono e ²har vento.
In r. VII: il primo pittogramma ¹lar chiamare poi seguito da ²tso che, posto alla fine di un periodo, ne rendono il senso dubitativo.
Il primo pittogramma della r. raffigura Kamejumiky ed in più, come alla r. precedente, è stato disegnato anche il pittogramma ¹nu cuore e la sua bocca aperta la coglie nell’atto di proferir parola.
Di seguito, dall'alto: ²run buono, la negazione ²mua ed ancora la svastica ²run buono.
Nel pittogramma successivo, nuovamente raffigurante Kamejumiky, dalla sua bocca aperta fuoriesce un simbolo costituito da un piccolo triangolo: esso oltre ad indicare l'azione di pronunciare parole è anche letto ¹cwa cattivo maledetto, da cui la traduzione proposta - pronunciare maledizioni, parole maledette.
Successivamente , come già incontrato nella r. precedente, ¹lar chiamare + ²tso per la costruzione del periodo con senso dubitativo.
Poi: ¹ō vacca, utilizzata con l’accezione generale di bestiame. Dunque un demone, successivamente ²dze miglio e sotto ¹du veleno, riferimento alle patologie che minacciavano greggi e raccolti, in accordo con la tradizione naxi secondo cui ogni malattia, sciagura o problema erano effetto dello scatenarsi di demoni e spiriti.
cfr. 1 - V, VI
cfr. 1 r. VII
cfr. 13 - VI, VII
cfr. 13 - VIII, IX
All'inizio della r. VI è ritratto Giboyulefar. Di seguito, dall’alto: il pittogramma rappresenta una bocca aperta, dunque ¹gü mano, assieme sono chiavi della frase idiomatica ¹gü ²la ¹gü che nella lingua naxi esprime un interrogativo e può essere tradotto con: realmente così? Davvero in questo modo?
Il simbolo inferiore ²mi fuoco, è utilizzato per il suo valore fonetico per il verbo omofono pensare, credere.
Giboyulefar poi (R. VII) è ritratto mentre taglia con la sua spada la corda con cui Kamejumiky si è suicidata.
Il pittogramma seguente ¹do rappresenta un demone, molto importante nella cosmologia Dongba: delle sue origini si discute nel ms. ¹do ¹lo, ed è ritenuto il responsabile di moltissimi problemi e patologie che affliggono la famiglia. Esso è scacciato in una cerimonia speciale chiamata ³to ¹na ³kʰɯ durante la quale questo tipo ed altre tipologie di esseri sovrannaturali sono rappresentati da dei feticci, detti ³khe ¹bju, costruiti da tavolette lignee sulle quali sono raffigurati occhi e bocca del demone.
cfr. 11 r. III
cfr. 11 - III - V
Il primo pittogramma rappresenta Giboyulefar, sopra di lui il sillabico Geba ¹phar bianco come complemento fonetico del suo nome; di seguito un toro ed una capra.
Cfr 13 - III, IV
cfr. 13 r. V.
Degno di nota: in questa r. il 3° pittogramma in basso, della 3° sequenza è ²kv uovo. Posto sotto il numerale 3 ed a sua volta sotto la negazione ²mua indica la frase idiomatica ²mua ²kv che esprime il senso di un tempo non ancora trascorso.
La costruzione della r. è identica a 14 – III.
Da notare: la negazione ²mua alla fine della r. riferita al colore bianco (Geba ¹phar ) del vento e delle nubi. Il significato letterale sarebbe non bianco, in questo contesto per indicare il colore nero, simbolo di maleficio.
cfr. 13 - VIII, IX; pg. 14 - IV, V
Il primo pittogramma ²kha, rappresenta una vallata con una sorgente, complemento fonetico del nome della protagonista, rappresentata nel pittogramma successivo.
Ella lega la corda con cui si è suicidata al collo di Giboyulefar indemoniandolo e colpendolo con i propri anatemi.
Giboyulefar, stregato dallo spirito di Kamejumiky ed indemoniato dal contatto con la corda maledetta del suicidio si uccise per impiccagione ad un alto bambù.
Nei mss. 2a e 2b la storia ha un diverso epilogo: la corda maledetta con cui Kamejumiky ha legato il collo di Giboyulefar provoca un potente anatema, ma egli è capace di rientrare a casa, dopodichè cade preda della maledizione e cade gravemente ammalato, addirittura incapace di muoversi.
La comunità, allarmata dalla malattia del pastore e dalla morte suicida di Kamejumiky invia a casa di Giboyulefar uno sciamano ¹lü pɯ che identifica le cause sovrannaturali del suo male e predice per lui la guarigione se sarà chiamato un prete Dongba ad eseguire le corrette cerimonie per sanare i malefici.
Viene quindi chiamato il Dongba: egli esegue per Giboyulefar la cerimonia ²har ²la ¹lun ³kho, dopo la quale tutti i demoni del suicidio sono stati propiziati, dunque l'anima di Kamejumiky è stata riscattata e Giboyulefar riguadagna la salute.