MORIRE D'AMORE

nella Cina del XVII secolo

 

 

Guida alla lettura

 La storia di Kamegiumiky appartiene alla tradizione orale del popolo naxi ed è stata trascritta su alcuni manoscritti Dongba dedicati alla cerimonia maggiore Harla-lunkho (²har ²la ¹lun ³kho) per la propiziazione degli spiriti dei venti e dei suicidi.

La vicenda è divisa su due testi, il primo ed il secondo volume del rituale chiamato Lubar-luza-sa, un rituale eseguito per invitare [sa] gli spiriti delle anime dei suicidi [lubar] a discendere [luza].

I manoscritti sono documenti religiosi realizzati con pittogrammi, il cui testo non è solamente narrativo, ma ha funzione liturgica e rituale, dunque è caratterizzato da una serie di formule e frasi idiomatiche spesso iterate: la traduzione ha cercato di rendere il più fedelmente possibile la struttura e la poetica di questo stile assolutamente peculiare, per adesso sconosciuto in Italia.

Il primo manoscritto che è in gran parte dedicato ad altri contenuti liturgici del rituale Lubar-luza-sa, inizia la narrazione della vicenda di Kamegiumiky  alla fine dei propri folia, introducendo la giovane ragazza e descrivendo circa un quarto della sua  vicenda.

Il manoscritto termina nel momento in cui ella paventa la prima idea di suicidio senza però aver cuore di compierlo, dunque ritorna a sedersi al telaio, punto da cui il secondo manoscritto riprende la narrazione.

Il primo manoscritto è raro e davvero difficilmente reperibile, fortunatamente trascritto da Joseph Rock,14  di cui oggi potrebbe esservi una copia presso la Staatsbibliothek di Berlino, nella collezione della Harvard University di Cambridge, oppure nella collezione della Library of Congress di Washington.

Il secondo manoscritto è invece noto in almeno tre copie, di cui due sono oggi conservate nella collezione di manoscritti orientali della Harvard University, Cambridge - Massachusetts, e la terza copia, splendidamente miniata nella prima pagina, è invece oggi custodita c/o The Library of Congress - Asian Division di Washington: la traduzione ivi proposta è fondata sul terzo esemplare della Library of Congress, ma si basa anche sullo studio dei manoscritti della Harward University, in particolare per integrazioni di parti del testo mancanti.

I manoscritti sono divisi orizzontalmente in tre righe, ed ogni riga è suddivisa da bande verticali in registri detti rubriche: i documenti studiati contengono tre righe, e da un minimo di tre ad un massimo di dieci rubriche per folio.

Il lavoro di traduzione è compito arduo a causa di molti fattori: oltre agli ovvi e noti dilemmi che qualsiasi proposta di traduzione comporti ed alle inesorabili perdite che ogni opera tradotta inevitabilmente rechi, la vera sfida nella traduzione dei manoscritti Dongba verte nella così forte peculiarità della natura del testo e della tecnica di scrittura.

Il testo è liturgico. La sua recita ed il suo canto nella cultura tradizionale equivale all'esecuzione di quello che noi chiameremmo una serie di formule magiche, capaci di creazione e distruzione, comunque d'interazione con le sfere sovrannaturali. Secondo la tradizione religiosa Dongba, la “lettura” della storia di Kamegiumiky ne avrebbe comportato la ri-esistenza e la ri-iterazione della sua vicenda, di nuovo il consumarsi del suo dramma.

Il testo è dunque scritto, in un concetto di magia-scrittura paragonabile a quello egiziano di e-ka, tramite pittogrammi, tecnica ricca di iati, abbreviazioni, allusioni, con blocchi di segnale-di-comunicazione che fortemente s'influenzano l'un l'altro fino a fondersi in unità grafiche nuove, permeato di frequentissime chiavi fonetiche e semantiche per la reminiscenza di complesse parti del discorso, che potrebbe essere definita un sistema di comunicazione scritta ipo-articolata.15

La traduzione proposta riporta sul fianco i riferimenti ai manoscritti, al numero di folio ed alla rubrica di riferimento. Per ragioni pratiche i riferimenti sono abbreviati come schematizzato di seguito.

 

Abbreviazione

Spiegazione

Riferimenti

Ms1a

I manoscritto dedicato al rituale Lubar-luza-sa

Ubicazione sconosciuta. Ivi riprodotto dall'autore secondo lo studio di  Rock, 1932.

Ms2a

II manoscritto  dedicato al rituale Lubar-luza-sa

Harward Yengching collection of naxi Manuscripts. Catalogazione: C-65 (2680248)

Disponibile Online at:

http://pds.lib.harvard.edu/pds/view/12488393  [→ 11/09/2009]

Ms2b

II manoscritto  dedicato al rituale Lubar-luza-sa

Harward Yengching collection of naxi Manuscripts. Catalogazione: C-64 (2680247)

Disponibile Online at:

http://pds.lib.harvard.edu/pds/view/12488392   [→ 13/09/2009]

Ms2c

II manoscritto  dedicato al rituale Lubar-luza-sa

Library of Congress, Asian Division.

Catalogazione: NZA079

Disponibile online at:

http://hdl.loc.gov/loc.asian/as.nza079  [→ 11/09/2009]

1, 2, 3, 4...

Numero pagina

Numero progressivo della pagina

I, II, III, IV...

Numero rubrica

La prima rubrica di ciascun folio è numerata in ordine crescente, da 1 a n, partendo da sinistra e procedendo verso destra, dunque scendendo verso il basso nella riga inferiore.

 

Nella traduzione proposta, nel testo per esteso, i nomi propri, i toponimi, le espressioni idiomatiche ed i termini intraducibili sono stati trascritti in Italiano rispettando e cercando di riprodurre il più fedelmente possibile la fonetica della lingua .

La trascrizione in Pinyin secondo lo standard proposto dagli enti accademici cinesi per la romanizzazione della lingua naxi è stata riportata nelle note alla traduzione, e dove necessario anche in altre parti del testo, fra parentesi quadre.16

 


14 Rock J., 1939

15 Albano Maturi, 1995

16 AA.VV., 2009  “中国少数民族语言简志丛书 - Zhongguo Shaoshu Minzu Yuyan Jianzhi Conshu” 689 – 784