Stefano Tronconi, Tanglang Meihua


stefa-tanglang1 Siamo molto contenti di avere nella nostra piccola associazione Stefano, ormai compagno di allenamento serale alla Barsanti.

stefa-sanda1 Personalmente sono proprio felice di esserci trovati, di essere in amicizia, e di condividere la passione e l’amore per le arti marziali cinesi, in libertà ed ognuno con le proprie metodiche e le proprie specialità.

Per chi fosse interessato ad approfondire, ad orari ed informazioni più dettagliate su Stefano Tronconi, sul Tanglang quan Meihua, ed eventualmente per contatti, ecco il link alla pagina web di Stefano: http://www.kungfutanglang.com

Grazie quindi Stefa, e benvenuto in Vicina!!!


羞龙 Xiulong



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Regionali F.I.Wu.K. 2009, Arezzo


Queste sono le foto scattate durante la II ed interminabile giornata delle competizioni regionali 2009, ad Arezzo.

Secondo me andrebbe istituito un premio speciale da donare a tutti, arbitri compresi, per la pazienza e la dedizione con cui si continua, anno dopo anno, ad andare a queste gare, che iniziano alle 9.00 e si disputano, in taluni casi, dopo 11, 12 e addirittura 13 ore!

Un abbraccio grande, quindi, a tutti i partecipanti! Non solo ai vincitori, tra cui con piacere vedo persone care, grandi piccini e piccoli ormai divenuti ragazzi.

Appena si capirà come e soprattutto quando farlo, potremo avere anche i filmati delle forme.

Varie

Varie, di tutto di più. Scusa a coloro a cui ho fatto poche foto o addirittura nessuna.

57 Photos

Bimbi

I bimbi sono la gioia!!! Peccato non aver potuto essere anche Sabato a riprenderli ed a fotografarli

30 Photos

David

Davidino, purtroppo non ho visto le tue gare, ma tanto sei bravissimo, così come mi hanno detto! Speriamo ai nazionali di vederti fare Tang Lang

4 Photos

Luca

Cioè, a me Luchino mi garba troppo. A parte il fatto che in bastone ha messo più forza lui che tutto il resto del mondo! E poi Luchino ha tanto tanto spirito.

9 Photos

Gaia

Gaietta bella e brava! Complimentissimi a tia ed ai tuoi insegnanti

12 Photos

Filippo

Come sei diventato alto e bravo Filippo! Sei la gioia, e in spada sei un fulmine! Bravo e complimenti ai tuoi maestri ed a madre natura!

7 Photos

Giulia

O Giulia! Bravissima Giulietta 🙂 E poi sei troppo matta!!!

5 Photos

Serenella

La Sere è superbrava. C’ha 2 polmoni così e ti spara ‘ste forme come se fossero bicchierini d’acqua. Brava Sere, e che spettaolo la spada Serenella. Appena ce la faccio ti passo i filmati.

23 Photos

Clau e Ioni

Clau e Ioni, oltre ad essere con Nicco, la mia famiglia e pochissimi altri, le persone più care che ho sulla faccia della terra, sono i pezzi da 90 della Toscana! Il bello è che sono anche in Italia i pezzi da 90; meditate gente, meditate…

16 Photos

Claudia

Ovviamente non faccio testo e sono di parte…, ma come la Claudia un ce n’è! Brava bimba mia bella, tanti baci

126 Photos

Ioni

Ioni, prima di tutto ti voglio tanto bene! Sei uno spettacolo Ioni, e il bastone (se Dio vole, era l’ora!) la vera gioia!!! Hen hao

59 Photos

Nicco

Oh, bomber! Sei uno spettacolo Nicco, allenati di più e spacchi i cvli a tutti! Quando si riviene a cena omo?

48 Photos

Nicco M.

Nicco M…mmmmarema maiala come sei bravo Nicco. Ti s’è detto tante volte, ma è bene anche scriverlo! E poi siamo troppo contenti dell’amicizia. Bravo biondino, e bada ai bozzi

31 Photos

Jonathan

Grande Jonny. Scusa ma le foto io le metto uguale 🙂

10 Photos

Alessio Stefanelli

Grande Ale. E’ stato davvero un piacere rivederti far le gare, ci vediamo ai nazionali!

66 Photos

Taiji

E’ stato bello rivedere vecchi amici di Livorno, poterci chiaccherare e vedere che praticano sempre. Grande poi il Pierone che ha vinto tutto.

16 Photos

Premiazioni

Finalmente, dopo tutti, ma proprio tutti, anche la polvere, siamo giunti alla premiazione! Bravi a tutti i partecipanti

112 Photos



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Li Yanjun zai Florenza


Allenamenti con Li Yan Jun a Firenze.



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吳鑑泉 – Wú Jiànquán


吳鑑泉 – Wú Jiànquán

吳鑑泉 Wú Jiànquán (Wu Chien Ch’üan 1870-1942) fù un famosissimo maestro di Wushu dedito e specializzato al Taiji Quan che praticò e visse durante il Tardo Impero ed all’inizio della Repubblica Cinese.

Wú Jiànquán imparò il Wushu da suo padre, 吳全佑Wu Quanyou , 1834-1902, uno dei più famosi studenti di楊露禪 Yang Luchan (Yang Lu-ch’an, 1799-1872) e楊班侯Yang Pan-hou (1837-1890), entrambi Manchu, ufficiali di cavalleria della Bandiera Gialla (le guardi e imperiali) e successivamente la famiglia Wu appoggiò Sun Yat-sen.

Durante la proclamazione della Repubblica, nel 1912, la Cina era in tumulto, assediata per molti anni dal controllo economico e politico di paesi stranieri; Wú Jiànquán ed i suoi compagni楊少侯Yang Shao-hou (1862-1930), Yang楊澄甫Ch’eng-fu (1883-1936) e孫祿堂Sun Lu-t’ang (1861-1932) si dedicarono massificazione ed alla divulgazione del Taiji Quan insegnandolo su scala nazionale.

Aprirono così, a partire dal 1914, corsi pubblici presso l’Istituto di Educazione Fisica di Beijing, la prima struttura che provvedeva all’istruzione del Taiji Quan aperta a chiunque; Wu Jianquan ricevette inoltre gli incarichi di istruire le 12 guardie del corpo presidenziali, e d’insegnare presso la famosissima scuola di arti marziali Ching Wu.

Come risultato dell’ampliamento del pubblico a cui insegnare Taiji, molto più vasto e fisicamente impreparato ed inesperto al Wu Shu, Wu Jianquan modifico i propri metodi didattici, aggiustando, semplificando, cambiando e celando alcuni dei contenuti marziali che appartenevano al proprio bagaglio marziale e modificò dunque quanto ereditò dal padre in una disciplina accessibile al grande pubblico. Egli però ne salvò e continuò a praticare ed a sviluppare comunque i contenuti marziali del Taiji nella pratica avanzata del Tui Shou.

Wu Jianquan partì con la propria famiglia e si trasferì dal 1928 a Shang Hai, dove nel 1936 fondò la鑑泉太極拳社Chien-ch’uan T’ai Chi Ch’uan Association, al 9° piano del famoso Shanghai YMCA: l’associazione aveva lo scopo della pratica e della divulgazione di quello che in breve tempo sarebbe divenuto uno dei 5 stili di Taiji più praticati nel mondo (gli altri sono lo stile Chen, lo stile Yang, lo stile Wu/Hao e lo stile Sun). L’associazione e le scuole ad essa affiliate vennero mantenute dai discendenti e dai discepoli di Jianquan.

Nel 1942 suo figlio primogenito 吳公儀, Wu Gongyi, (1900-1970) ereditò a direzione dell’associazione e la discendenza del Taiji Quan del metodo Wu ed egli la trasferì nel 1949 ad Hong Kong, dove attualmente è ancora, diretta dal pronipote吳光宇Wu Guangyu (1946), estesasi a Shanghai, Singapore, in Malesia, in Canada, negli Stati Uniti d’America, in Inghilterra ed in Francia.

Tra gli insegnanti più famosi del Taiji secondo il metodo della famiglia Wu possiamo ricordare馬岳樑Ma Yueh-liang, 吳圖南Wu T’u-nan e鄭榮光Cheng Wing-kwong.

羞龍 Xiu Long



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Nazionali di Taolu 2008


Non c’è niente da fare!

Claudia con la spada è assolutamente superba, anche se dicono che manca di shenfa, anche se sostengono che potrebbe saltare di più, anche se tutti trovano un miliardo di anche, il punteggio della giuria di 9.23 è uscito fuori come un bel pi jian secco per spaccare in 2 quello che è spada da quello che non è spada

Clau Ban Ma Bu Chu Jian

Ioni, un po’ sottotono ed un po’ sfortunata ha anche lei dimostrato di essere ormai approdata sull’altra sponda del fiume che per me divide chi pratica in un certo modo da chi pratica in altri modi, e la sua sciabola (capace di tagliare anche il suo polso) è stata una delle più belle sciabole viste, così come il suo Changquan; sei tanta roba Ioni!!!!

Serena è stata fenomenale, le prime due linee della sua forma libera di pugno sono state eccellenti! Con un buonissimo ritmo ed un tecnicismo spettacolare, e la sua gestualità e capacità espressiva è migliorata tantissimo…, non a caso Li Yan Jun la chiama Xiao Claudia! Brava Sere!

Nicco è stato un po’ sottotono, ma ha fatto un buon pugno e, per il pochissimo che è stata provata anche una buona spada…, di lui spiccano indubbiamente le doti tecniche, un’elevazione da paura, un’ottima mobilità, e sporattutto il coragio di andare a fare sul tappeto una forma mai provata completamente, anche perchè completata davvero pochissimi giorni prima delle gare, eppure guadagnandosi una medaglia di Bronzo!

E’ quindi sempre più evidente, per me, quanto sia bello il Wushu fatto da questi ragazzi! Al tempo stesso è sempre più evidente quanto sia necessario dal loro 3 cose essenziali per un ulteriore miglioramento, che non si accontenti di vincere o di ben piazzarsi ai prossimi nazionali: 1) metodo, 2) incentivo, 3) espressione.

Il metodo è necessario perchè loro possano procedere, passo dopo passo, in una preparazione atletica che diventi paritaria al loro tecnicismo, oggi come oggi la prima scarsa ed il secondo eccellente. Per incentivo intendo non come un premio per i risultati, ma qualcuno che veramente programmi e segua i loro allenamenti, e che non li lasci soli per mesi per poi riprenderli a fine anno. Sulla propedeuticità dell’imparare ad arrangiarsi e dell’autosufficienza ognuno la pensa come vuole, per me l’orario di allenamento è l’orario di allenamento, e non di filosofia o di auto-critica. L’espressione è quel qualcosa che permea la pratica del wushu in Cina, che dal vecchio mezzo paralizzato di 90 anni al ragazzino di Shi Cha Hai rende unico, leggibile, terribilmente bello, potente ed aggraziato ogni più piccolo gesto praticato.

Pochi giorni per mettere le idee in chiaro, e poi si inizia a lavorare per l’anno prossimo…, e ritornando alle cose buone di questo bel nazionale 2008, grazie Elisabetta, e grazie a Gibbo e Lorenzo Paglia, in più grazie ai ragazzi ed algi insegnanti della Scuola del Fiume, sporattutto a Gianluca, e speriamo l’anno prossimo di poter lavorare insieme.



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中国武术 Zhong Guo Wu Shu, le arti marziali cinesi


…se si parla della Cina…viene spontaneo pensare anche alle arti marziali!

Per dire la verità, noi di Chabuduo siamo stati spinti ad approfondire l’interesse per questo paese e la sua cultura proprio dalla passione per la pratica di questa arte…
Probabilmente la diffusione dei film di Kung Fu ha contribuito in maniera decisiva ad accrescere l’interesse da parte degli occidentali verso l’oriente…e certo che molta confusione si è fatta e si fa!
Nel riconoscere ciò che è originario della Cina, o del Giappone, o di altri paesi dell’Estremo Oriente…soprattutto in merito alle arti marziali.
Ma non è certo nostra pretesa istruire, né commentare, né tanto meno criticare ciò che da altri viene scritto, affermato o divulgato in merito a questo argomento.
Vogliamo anzi mettere in evidenza una piccola parte di quella enorme quantità di informazioni e storie che è a disposizione di tutti (in rete, su riviste o libri), per cercare di stuzzicare la curiosità e la voglia di ricercare e approfondire l’argomento da parte dei nostri disgraziati avventori, attraverso citazioni, interviste, testimonianze, bibliografie e fonti che noi riteniamo interessanti.
Per cominciare abbiamo deciso di introdurre la questione mettendo in evidenza la realtà più vicina a noi in ordine di tempo e di fruibilità…
Non tutti sanno che attualmente in Cina il Kung Fu è largamente praticato come disciplina sportiva nelle scuole e in competizioni nazionali e internazionali, e che esiste un termine “di classificazione” che definisce questo aspetto delle discipline marziali cinesi come Wushu “moderno”.
In questo ambito una ulteriore classificazione viene fatta fra stili del Nord (Bei Quan) e stili del Sud (Nan Quan).
Nel Wushu moderno, in qualche modo si sintetizzano, attraverso la codificazione di stili e forme, elementi caratteristici delle tecniche di combattimento tradizionali del Kung Fu.
Gli stili moderni “codificati” , (forse a discapito di una ricerca più profonda) , possiedono un carattere marcatamente estetizzato, basato sulla rapidità delle esecuzioni e incentrato sull’interesse nella difficoltà del gesto atletico.
Una certa semplificazione garantisce la maggiore accessibilità dovuta e voluta per la massificazione delle discipline marziali, per così consentirne la diffusione tramite l’insegnamento di queste “nuove” discipline nelle scuole.
Oltre a garantire molteplici benefici psico-fisici non si preclude il fatto che la pratica del Wushu moderno costituisca una base formativa utilissima attraverso cui intraprendere un percorso di crescita nell’apprendimento di quest’arte.

铁包子Tie Baozi

Il termine 武术 Wushu

Al momento della fondazione del Comitato di Preparazione della Federazione Internazionale di Wushu nel 1985 a Xi’an, il nome utilizzato nell’atto costitutivo fu Wushu, e venne stabilito che in futuro si sarebbe usata direttamente la traslitterazione cinese e non altri nomi tradotti. […] Tuttavia l’uso del termine “Wushu” non è ancora oggi unitariamente diffuso nel mondo, ciò è dovuto in parte alla breve storia mondiale di questo sport, in parte a ragioni storiche a causa delle quali esso è stato rappresentato da altri nomi; attualmente il Wushu è chiamato Gongfu, Kungfu, Guoshu ed “Arti Marziali”.

Se sfogliamo la storia della cultura cinese possiamo vedere che le svariate forme di Wushu, in alcune migliaia di anni, sono state chiamate in moltissimi modi: tra il XX ed il VII secolo a. C. si trovano i termini quanyong – pugni e coraggio, shoubo – combattimento con le mani, jueli – provare la forza, xianggao – sopraffarsi l’un l’altro.

Tra il 770 ed il 221 a. C. compaiono nomi come jiji – attaccare abilmente, xiangbo – combattersi, shouzhan – battagliare con le mani, wuji – arte marziale, juedi -lottare. In seguito si ebbero molti altri nomi, fra i quali “Wu Yi” era comunque il più usato.

La parola Wushu compare per la prima volta nel testo “Zhaoming taizi wenxuan – raccolta di scritti dell’illustre erede legittimo”, compilato da Xiao Tong (501 – 531), letterato, figlio primogenito dell’imperatore Wudi della dinastia Liang Meridionale, ma anche in seguito il termine più popolare continuò ad essere Wu Yi.

Nel 1926 la Repubblica Cinese fissò ufficialmente il nome ” Zhong Guo Wu Shu – arti marziali cinesi”, abbreviato in Guoshu – arte nazionale, ed ancora oggi a Taiwan ed in alcuni altri paesi si continua ad utilizzare questo nome. Gli stranieri utilizzano spesso diverse traslitterazioni dei vari nomi del Wushu, come: gongfu, kungfu, guoshu, quantou, ecc… […] la parola kungfu ( o gong fu) si è diffusa nel mondo negli ultimi 30 anni al posto di Wushu.

[…] In origine la parola gongfu giunse per la prima volta in Europa circa 200 anni fa, per opera dei missionari francesi che si erano recati in Cina, ed indicava gli esercizi di conduzione del Qi ( xingqi zhi gong) dei Taoisti cinesi. Tuttavia esso non ebbe diffusione in Europa fino agli anni ‘60 e ‘70 di questo secolo, quando entrò profondamente nel cuore delle persone a seguito dei “films di gongfu” del noto artista marziale Li Xiaolong Bruce Lee.

Gongfu è il nome popolare dato al Wushu nelle province di Guangdong e Gunagxi della Cina Meridionale, ma nella storia cinese non è mai stato un termine ufficiale d’uso comune. Gongfu significa originariamente abilità, realizzazione. In cinese vi è un proverbio che dice: ” Zhiyou gongfu shen, tiechu mocheng zhen”, ossia ” solo con un profondo lavoro minuzioso si può macinare una sbarra di ferro fino a farla diventare un ago”, in altre parole “la perseveranza è la chiave del successo”.

[…] Chi studia il Wushu deve imparare a lavorare duramente e meticolosamente (gongfu), cioè deve allenare duramente gli esercizi fondamentali (jibengdong), incarnare bene l’essenza dell’abilità (gongdi), allenare bene la virtù dell’abilità (gongde) e la forza dell’abilità (gongli), ma la parola Gongfu non è mai stata un termine usato ampliamente. Mi auguro con tutto il cuore di assistere ad un ampio utilizzo del termine Wushu, e che la tecnica e la teoria del Wushu servano profondamente ed ampiamente a migliorare la salute fisica ed il carattere morale di tutti i popoli.

Shaolin Wushu Anno 1, numero 1 – Gennaio 1992

Estratto da: Xu Cai – La funzione del temrine “Wushu”, (Wushu Mingci de shiyong). Prefazione a Dizionario pratico delle arti marziali cinesi (zhongguo wushu shiyong daquan) – Traduzione di Fabio Smolari

La diffusione del Wushu in occidente

I films d’azione girati ad Hong Kong, che iniziarono a circolare in occidente all’inizio degli anni ‘70, attirarono un vasto pubblico verso le arti marziali, ma a quei tempi la Cina versava in una difficile situazione politica ed economica che le impediva contatti diretti e proficui con l’occidente in campo sportivo.

Per questa ragione si diffusero prima le arti marziali proprie di altri paesi asiatici, come il Giappone e la Corea; nonostante ciò, siccome un gran numerosi persone continuava a cercare il ” Kung Fu” (nome improprio del Wushu, derivato dalla trascrizione della pronuncia di Gongfu), alcuni improvvisati insegnanti cinesi, provenienti soprattutto da Hong Kong e Taiwan, approdarono in Occidente; ma erano il più delle volte scarsamente preparati se non addirittura approfittatori della buona fede altrui.

D’altronde, essendo molto problematico il confronto diretto con la Cina, non esistevano validi criteri di paragone per stabilire la veridicità o meno delle affermazioni dei singoli individui, e l’unica documentazione disponibile erano i films provenienti da Hong Kong, ma anche questi evidenziavano bagagli tecnici molto scarsi e lacunosi.

Nonostante questi aspetti le voci che ammantavano questo sport crebbero di continuo fino a quando, a partire dalla fine degli anni ‘70, la Repubblica Popolare Cinese inviò una squadra di atleti di Wushu in giro per il mondo in un tour di esibizioni, allo scopo di far conoscere all’occidente le vere arti marziali cinesi.

Le esibizioni toccarono anche l’Italia nel 1980 e nel 1982.

Con l’apertura della Cina all’occidente negli anni ‘80, molti praticanti dell’allora discutibile kung fu, impressionati dalle dimostrazioni viste, si recarono personalmente bella Repubblica Popolare Cinese ad apprendere finalmente lo sport tanto agognato, che trasmisero a loro volta agli appassionati del proprio paese, contribuendo così alla sua divulgazione su scala mondiale.

Dalla metà degli anni ‘80 le autorità cinesi, constatato l’enorme interesse che il Wushu andava suscitando in tutto il mondo, organizzarono corsi speciali per stranieri, e diedero l’opportunità ad atleti ed insegnanti cinesi di recarsi all’estero per insegnare questo sport.

Seguirono poi una serie di pubblicazioni e filmati nelle principali lingue occidentali che facilitarono l’apprendimento e la diffusione del Wushu nel resto del mondo.

Shaolin Wushu Anno 1, numero 1 – Gennaio 1992, A cura della Società Sportiva Quanshu di Ferrara

Articoli riproposti e arrangiati da 羞龙Xiu Long



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Campionati Nazionali di Wushu, Bologna


Serena Falcioni

Serena Falcioni

Al palazzetto dello sport di Zola Predosa, Bologna,  si sono svolti i campionati di Wushu moderno.



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    […] Digital Journal una  galleria di foto, ed a breve (appena imparo a farlo) i link per i filmati su […]

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Il Maestro Lucas Christopoulos


Lucas Christopoulos è un personaggio da leggenda metropolitana. Nato in Svizzera da padre greco e madre svizzera, a 16 anni decise di partire per la Cina per apprendere le arti marziali e la filosofia classica.
Iscrittosi al corso di laurea quadriennale della Facoltà di Wushu dell’Istituto per l’Educazione Fisica di Pechino, completò gli studi con una tesi di ricerca sulle arti marziali nell’antica Grecia. Nel 1993 conobbe Zhang Zhicheng, 7° generazione del Tongbeiquan della famiglia Qi, col quale studiò per anni l’arte del pugilato giungendone a una conoscenza completa e venendo iscritto negli albi genealogici della scuola come 8a generazione, nonché unico allievo occidentale. Al termine del tirocinio il maestro gli affidò, come vuole la tradizione, una copia del manoscritto segreto della scuola (qijia tongbei quanpu).

Nella lontana provincia del Gansu divenne allievo del famoso maestro Huang Baoshan (1907-1998), un tesoro vivente del wushu, dal quale apprese stili tradizionali come shaolin luohaquan, erlu hongquan, zuibaxianquan.

Quando Huang Baoshan morì nel 1998, incurante della scomodità del viaggio, partecipò al suo funerale ove conobbe ex allievi e compagni del maestro che arricchirono la sua formazione con le eccellenti tecniche di bastone del Gansu: “bastone dell’ubriaco” (zuigun), “bastone del vecchio che guarda il campo” (laohan kantian gun), “bastone delle 4 porte” (simengun).
Udito che nel Gansu esisteva un monastero taoista ove ancora si praticavano arti occulte, decise di recarvisi. Qui scoprì che i monaci appartenevano alla setta della “foresta dei demoni” (guilin daopai), ancor viva in soli due luoghi in Cina, e si tramandavano i classici dell’antica strategia militare, tecniche di spionaggio, pratiche magiche ed esorcistiche.

In otto anni di permanenza in Cina, e nei suoi continui lunghi viaggi di studio, Christopoulos ha conosciuto vari famosi maestri del wushu tradizionale e studiato diverse tecniche; da un maestro di Cangzhou ha appreso anche il fengmogun (bastone del demone pazzo) e quindi è oggi depositario delle 4 tecniche di bastone più famose della Cina: shaolingun, fenngmogun, zuigun, simengun.

Rientrato a Losanna – sua città natale – è stato invitato ad insegnare presso l’Università dello Sport e ha iniziato a dedicarsi alla ricerca e all’insegnamento.

Di grande interesse storico le sue ricerche sull’influenza della cultura e delle scienze ellenistiche in Asia e gli scambi tra Cina e Occidente in ambito filosofico, culturale e marziale. Nel 2001 ha iniziato una proficua collaborazione con l’Istituto Wushu città di Firenze che lo ha invitato in Italia a tenere seminari periodici di Shaolin Zhouquantui e Shaolingun per far conoscere al pubblico occidentale l’efficacia di queste tecniche antiche fortunatamente non ancora inquinate dal moderno “Shaolin tradizionale” e non richiedenti costumini gialli, gambaletti grigi e scarpette feiyue per essere apprese.

Articolo tratto da: http://www.xiulong.it/puristipercaso

di Fabio Smolari



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吴氏太极拳 – Il Taijiquan secondo il metodo della famiglia Wu


Il Taijiquan secondo il metodo della famiglia 吳 Wu di Wu Quanyou (Wu Ch’uan-yü) e di Wu Jianquan (Wu Chien-ch’üan) è oggi il 2° tra i più popolari degli stili di Taiji Quan (il primo risulta essere lo stile Yang).

Lo stile Wu è in occidente confuso spesso con il metodo武 Wu fondato da Wu Yu-hsiang, sebbene per questi due nomi i caratteri cinesi siano completamente differenti e la loro pronuncia sia diversa, tuttavia la loro romanizzazione (Pin Yin) risulta identica.

吳鑑泉 Wu Jianquan (Wu Chien-ch’üan, 1870-1942) il figlio di Wu Ch’uan-yü, i nipoti di quest’ultimo 吳公儀Wu Gongyi (Wu Kung-i, 1900-1970), 吳公藻Wu Gongzao (Wu Kung-tsao, 1902-1983) e吳英華Wu Yinghua (Wu Ying-hua, 1906-1996) furono grandi maestri di Wushu, famosi e rinnomati per la loro abilità; tra essi, tuttavia, Wu Jianquan divenne il maestro più famoso della sua famiglia, ed è considerato il fondatore del metodo Wu.

Insegnò ad un gandissimo numero di allievi, e la sua personalizzazione dei metodi rifinì e distinse marcatamente il suo stile da quello Yang.

Nel 1928 si strasferì con la sua famiglia da Beijing a Shanghai, dove era stata fondata da suo padre ed alcuni studenti una scuola di Wushu importantissima conosciuta come il Quartier Generale settentrionale dello stile Wu, nel 1936 fondò la鑑泉太極拳社Chien-ch’uan Taiji Quan Association di cui egli fù il direttore, mentre Ma Yuch Liang il vicedirettore.

Successivamente, nel 1948, Wu Kung-i insistette per trasferirsi presso il Quartier Generale dell’Associazione Wu ad Hong Kong, mentre la sorella più giovane Wu Yin Hua e suo marito馬岳樑Ma Yueliang (Ma Yueh-liang, 1901-1999) rimasero a Shanghai per poter amministrare direttamente la vecchia sede e gli affari intrapresi in loco.

Ma Yueliang and Wu Inghua - from http://wutaiji.com.ua/masters-en.php

Ma Yueliang and Wu Inghua - from http://wutaiji.com.ua/masters-en.php

Dal 1983 fino alla sua morte, nel 1996, Wu Yinghua fù però l’insegnante del sistema Wu più qualificato di tutta la famiglia, ed i suoi figli perseverarono nella pratica e nell’insegnamento, ed amministrarono le scuole diffusasi in Europa e la vecchia sede originaria di Shanghai.

Il figlio di Wu Kung-i, 吳大揆Wu Dagui (Wu Ta-kuei , 1923-1970) fù un attivista nella resistenza contro l’invasione della Cina da parte dei giapponesi. Malgrado questo trascorso dopo la guerra egli insegnò il Taiji proprio in Giappone. Suo fratello più giovane, 吳大齊Wu Daqi (Wu Ta-ch’i, 1926-1993), ebbe la direzione e la supervisione delle scuole di famiglia ad Hong Kong, nell’Asia sud-occidentale, ed aprì la prima scuola di Taiji in Occidente a Tornonto, Canada, nel 1974.

La figlia di Wu Kung-i, 吳雁霞Wu Yanxia (Wu Yan-hsia, 1930-2001), fù rinnomata maestra di 太极剑Taiji Jian (la spada del Taiji), mentre suo cugino吳大新Wu Daxin (Wu Ta-hsin, 1933-2005), si specializzò nell’uso delle armi, e fù particolarmente famoso per la sua abilità nel 太极刀 Taiji Dao (Sciabola del Taiji).

Lo stile Wu è caratterizzato da alcune particolarità: il peculiare metodo di allenamento del Tui SHou (diverso dal Chen e dallo Yang), la pratica delle armi, la forma del passo nell’esecuzione delle posizioni ( accentuazione ed esasperazione del parallelismo dei piedi, vicinanza degli stessi nel Ma Bu) la forma del palmo e le caratteristiche tecniche di mano, ecc…

La pratica marziale dello stile Wu si focalizza inoltre sull’abilità di afferrare, intrappolare, proiettare, e sulle tecniche di lotta quali anche le cadute, tecniche saltate, spazzate, leve articolari, rotture e bloccaggi.


Sebbene storicamente derivato dallo stile Yang, il metodo della famiglia Wu appare nella pratica del Tui Shou vicino allo stile Chen, e comunque è esteticamente inconfondibile, e condivide alcune caratteristiche dello stile Sun: il patrimonio marziale tanto dello stile Wu quanto dello stile Sun nacque e si sviluppò anche grazie alla collaborazione ed alla stretta frequentazione tra Wu Chien Ch’uan e Sun Lu Tang.

Durante l’esecuzione della forma, altra caratteristica essenziale e palese dello stile Wu è l’accentuazione della ricerca e della pratica della “separazione tra Ying e Yang“, applicata nell’esecuzione delle posture caricando il 100% del peso del corpo su una gamba, realizzando così posizioni che mantengono la colonna vertebrale e la gamba posteriore in linea retta, e concretizzando la separazione Ying Yang con una netta differenza tra gamba “piena” caricata del 100% del peso corporeo, e gamba “vuota” libera dal carico corporeo. Tutti gli stili di Taiji realizzano e praticano lo stesso concetto, ma praticano l’allineamento della schiena in altro modo e solo occasionalmente in parallelo alla gamba posteriore, comunque non sistematicamente come nel metodo Wu.

Da Wikipedia.org, lista di istruttori per generazioni del Taiji Quan secondo il metodo Wu:

1st Generation

Wu Ch’uan-yü (Quanyou, 吳全佑, 1834-1902), who learned from Yang Lu-ch’an and Yang Pan-hou, was senior instructor of the family from 1870-1902.

2nd generation

His oldest son, Wu Chien-ch’üan (Wu Jianquan, 吳鑑泉, 1870-1942), was senior from 1902-1942.

3rd Generation

His oldest son, Wu Kung-i (Wu Gongyi, 吳公儀, 1900-1970) was senior from 1942-1970.

3rd Generation

Wu Kung-i’s younger brother, Wu Kung-tsao (Wu Gongzao, 吳公藻, 1903-1983), was senior from 1970-1983.

Wu Kung-i’s younger sister, Wu Ying-hua (Wu Yinghua, 吳英華, 1907-1997), was senior from 1983-1997.

4th Generation

Wu Kung-i’s daughter , Wu Yan-hsia (Wu Yanxia, 吳雁霞, 1930-2001) was senior from 1997-2001.

Wu Kung-tsao’s son, Wu Ta-hsin (Wu Daxin, 吳大新, 1933-2005), was senior from 2001-2005.

5th Generation

The current senior instructor of the Wu family is Wu Ta-kuei’s son Wu Kuang-yu (Wu Guangyu, Eddie Wu, 吳光宇, born 1946).

Cenni bibliografici

Risorse online

* http://en.wikipedia.org/wiki/Wu_style_T%27ai_Chi_Ch%27uan

* http://www.wustyle.com International Wu Style Tai Chi Chuan Federation website

* http://www.wustyledetroit.com Detroit, Michigan Wu style website

* http://www.SanDiegoTaiChi.com/links.html SanDiegoTaiChi.com – Links to many Wu Style websites

* http://www.wutaichi.org EWTC European Association for Traditional Wu Tai Chi Chuan

Bibliografia

* Journal of Asian Martial Arts Volume 15, No. 1, 2006. Via Media Publishing, Erie Pennsylvania USA. ISSN 1057-8358

羞龍Xiu Long



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南拳 Nánquán – la boxe del Sud


Il termine 南拳Nánquán indica l’insieme di stili delle arti marziali cinesi che si sono originati e sviluppati a sud del fiume Yangtze, che conobbe una grande diffusione intorno al 1960.

Nánquán contemporaneo è uno stile moderno, creato durante la grande rivoluzione culturale, derivato da alcuni degli stili più diffusi della regione del Guangdong, del Guangxi, del Fujian e dello Zhejiang fuse ad alcuni aspetti dei metodi di famiglie tradizionali come Hong, Li, Liu, Mo e Cai.

Le caratteristiche peculiari e distintive del Nánquán consistono in movimenti e tecniche veloci, potenti, ferme e decise, con posizioni

statiche e spostamenti solidi e repentini ma allo steso tempo agili, e rispetto all’eleganza ed alla leziosità degli stili del Nord, esprime grande forza e vigore,

espresso anche attraverso urla, dettefasheng, che rappresenta o riproduce le caratteristiche di animali, e interpretabile come il predecessore del “kiai” caratteristico delle Arti Marziali nipponiche e coreane.

La forza dei movimenti deriva da posizioni ristrette e stabili in cui le rotazioni rapidissime della vita generano una serie di movimenti veloci, forti e repentine delle braccia predilette alle tecniche di gambe, al punto che in Cina è popolare il detto Bei Tui, Nan Quan (Calci al Nord e pugni al Sud). Il Nanquan è comunque caratterizzato nella sua pratica ed espressione da una ricca serie di fondamentali, gesti tecnici e gruppi di movimenti inconfondibili, sebbene

nelle forma da competizione libere attualmente si vada perdendo alcuni di questi aspetti per guadagnare nelle prestazioni atletiche e nell’estetica più fine ed aggraziata.

Inconfondibile rimane comunque l’utilizzo delle mani e delle dita (Shou fa he Zhi fa) e la postura durante l’esecuzione delle tecniche di pugno (Chong Quan).

Ying Zhua

Artiglio del falco

He Zui Shou

Mano a becco di cicogna

Hu Zhua

Artiglio della tigre

Long Zhua

Artiglio del drago

He Zhua

Artiglio della gru

Yi Zhi Mei

Dito del Mei

Dan Zhi

Dito singolo

1)Pugno del Nan Quan

2)Pugno del Chang Quan

Anche il Nánquán prevede l’utilizzo di molteplici armi, come la sciabola del Sud, il Nandao 南刀, ed il bastone del Sud南棍, diverse dalle armi del Nord sia nell’aspetto sia nel maneggio e nell’esecuzione tecnica dei fondamentali; anche le armi sono incluse nelle forme prestabilite (taolu) durante le competizione ufficiali.

Nel 2003 la International Wushu Federation (I.W.U.F.) ha modificato le regole delle competizioni di Nánquán contemporaneo, stabilendo degli obbligatori e dei coefficienti di difficoltà (Nan Dun 难度), ed ufficializzando prestazioni atletiche quali calci saltati con rotazione in aria tra i 360° ed i 720°, così come il Flip indietro da fermo 原地后空翻ed il “Single Step Back Tuck” 单跳后空翻.

Tratto da: Wikipedia.org à NanQuan

Arrangiamento grafico e rielaborazione del testo 羞龙Xiu Long



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