L’immaginazione



L’immaginazione
coglie rapidamente le cose in loro assenza.
Non è molto diverso dall’esplorare e descrivere,
è un modo agile ed oscillante di scrutare
che permette di vedere senza la presenza.

È la condizione che rende possibile
l’emissione del racconto.
Lo scambio:
ti dono queste mie parole
assieme a questi miei affetti
per essere certo che fra noi questi scambi
significhino similmente per entrambi,
perché in questo momento
tu possa pensare la cosa simile
a quella che io sento.

La lingua è il cristallo dello scambio.
La scrittura designante il vivente
che non lavora sulle Cose
ma coglie al volo il disegno passante
fra parola ed è-si-stente.
È il filo magnetico e mobile che tutto accende
per mezzo del quale
il mio mondo si annuncia e si protende.

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Libeccio


Il vento di verde m’inonda m’inonda
m’investe la faccia a folate a folate
Libeccio di sudsudovest di onda in onda
e di baccano e rapina di quiete
e d’aria, mi taglia il fiato di bocca dal naso
le mani distese in alto solleva
mi spicca le dita mi scuote a caso
di refole teso mi spinge nervoso
e latrando in fessure nel blu si dilegua.
Smeralda materia di fiume di aria scorre
come mattino,
o tempo,
si sfalda, rinasce.
Scruto il mare impazzito che sotto corre
al fermo volo di gabbiani in scorta di pesce
fra frange avorio e spruzzi di scogli.
Quest’opera re di vento da molto lontano
mi viene incontro solido di mille bardigli
non so come si scansi
non so come si pigli
non so se concluda o prosegua
quel discorso antico e sospeso
di Morte,
di Vita,
di figli:
essere.
come il mio umano
come ogni essere finché si dilegua.

Libeccio sapiente,
impermanente.
Mi sbatti sul petto furioso furioso.

Libeccio potente,
Libeccio orgoglioso,
navigatore dei flutti dai vita alle onde,
le palme ti accolgono sventolando le fronde.
Sul ritmo delle colonne scaraventi maroso
dopo maroso, diluvi su questa scacchiera,
bicromia sincopata infradiciata specchiera,
del verde del mare tra spruzzi e spruzzi,
fra schianti improvvisi di schiaffi di schizzi,
Labronico Dani con arte e destrezza
fra i tuoi schiamazzi,
in quadrante talento,
di scatto ti coglie così bello in Terrazza
in tutto il tuo essere di esser di vento.

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Ritratti di Cina, Carnet de Voyage


Ritratti di Cina, Carnet de Voyage

Ritratti di Cina - copertina
Ritratti di Cina – copertina

I edizione, Luglio 2016 (IV revisione Settembre 2017)
Isbn: 978-0-244-61863-6
Copertina morbida, rilegatura a caldo, 96 pagine: http://www.lulu.com/shop/stefano-zamblera/ritratti-di-cina/paperback/product-23344721.html

Ritratti di Cina consiste in una collezione dei più significativi tra i ritratti che ho dipinto durante i miei viaggi ed i soggiorni in Cina tra il 2005 ed il 2015. Alcuni di questi sono dipinti veloci, istintivi, schizzati su un taccuino o sul primo foglio volante a tiro con un lapis o quanto avessi in quel momento a portata di mano. Altri sono momento espressivo di una fase più complessa, dove le impressioni ricevute dall’incontro quotidiano con centinaia di volti, di situazioni di persone, di paesaggi umani appuntati tra schizzi, note, fotografie e filmati, si sono sedimentate in me, sono state metabolizzate e si sono impastate con significati per me profondi ed intensi al punto da esserne divenute simbolo e vettore, ed infine in un determinato momento questi volti sono riemersi su una superficie pittorica.

 

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Pini che mormorano eppure non c’è vento


Pini che mormorano eppure non c'è vento

Pini che mormorano
eppure non c’è vento.
Dalle cose che ottundono spolverarsi,
fra le nuvole bianche sedersièelevarsi.
Di niente è fatta una semplice via,
senza tracce di auto o moto. Che sia
erba di mille verdi la strada,
piangente commossa di fresca rugiada,
accarezzando l’aria lei crea il vento.
Ho lasciato la (f)rotta comune da tempo,
il mio corpo risponde al respiro profondo,
che detta che cosa conti al mio mondo.

Nubi rosate, nutrimento fresco,
dimora è in questo brano di bosco.
La Felciaia nascosta gorgoglia gorgoglia.
Muovendomi lento comprendo la foglia.
Vagabondando ogni forza trapassa.
Di giorno in giorno nutro questa carcassa,
srotolo sutra di Buddhismo vero,
mandala di soffio pensiero e respiro.
È come salire su altura rocciosa,
guardare avanti e scrutare la chiosa
di gente, di fatti, di brutto e di bello.
Sopra le nubi comunque è cristallo
la luna che fluttua lenta da sola
come gru solitaria in cielo lei vola.

Ai piedi del pino quotidiano compagno
con nuvole bianche per cuscino mi stendo.
Erba che mormora, mi allungo mi allungo,
nei cinque aggregati mi trovo e mi sondo:
respiro e non respiro,
ho il corpo e son senza,
sono io e non son io,
biologia e coscienza.
Sulla testa nuda si posa l’aria e traspiro,
assisto a chi corre ovunque ed ha tutto,
povero rido,
nella vita in cui fluttuo.

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Guardo in ginocchio la terra


中島通善 Tsusen Nakajima

中島通善 Tsusen Nakajima

Guardo in ginocchio la terra
guardo l’erba
guardo l’insetto
guardo l’istante fiorito e azzurro
sei come la terra di primavera,
amore,
io ti guardo.

Sdraiato sul dorso vedo il cielo
vedo i rami degli alberi
vedo le cicogne che volano
sei come il cielo di primavera,
amore,
io ti vedo.

Ho acceso un fuoco di notte in campagna
tocco il fuoco
tocco l’acqua
tocco la stoffa e l’argento
sei come un fuoco di bivacco all’addiaccio
io ti tocco.

Sono tra gli uomini
amo gli uomini
Amo l’azione
Amo il pensiero
Amo la mia lotta
Sei un essere umano nella mia lotta
Ti amo

Hikmet

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Guardo in ginocchio la terra


中島通善 Tsusen Nakajima

中島通善 Tsusen Nakajima

Guardo in ginocchio la terra
guardo l’erba
guardo l’insetto
guardo l’istante fiorito e azzurro
sei come la terra di primavera,
amore,
io ti guardo.

Sdraiato sul dorso vedo il cielo
vedo i rami degli alberi
vedo le cicogne che volano
sei come il cielo di primavera,
amore,
io ti vedo.

Ho acceso un fuoco di notte in campagna
tocco il fuoco
tocco l’acqua
tocco la stoffa e l’argento
sei come un fuoco di bivacco all’addiaccio
io ti tocco.

Sono tra gli uomini
amo gli uomini
Amo l’azione
Amo il pensiero
Amo la mia lotta
Sei un essere umano nella mia lotta
Ti amo

Hikmet

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Se in autunno


Se in autunno Tu venissi da me
Se in autunno Tu venissi da me

 

Se in autunno tu venissi da me
caccerei l’estate
un pò sorridente – un pò irritata –
come la massaia scaccia una mosca.
Se potessi rivederti tra un anno
farei tanti gomitoli dei mesi –
li metterei in cassetti separati
per paura che i numeri si confondano.
Se l’attesa fosse soltanto di secoli
li conterei sulla mano
sottraendo finché non mi cadessero
le dita nel paese di Van Dieman.
E se fossi certa che finita questa vita
la mia e la tua continueranno a vivere
getterei la mia come una buccia
e sceglierei con te l’eternità.
Ma ora – incerta sulla durata del tempo –
che ci separa, la cosa m’inquieta,
come l’ape folletto,
che non avverte quando pungerà.

Emily Dickinson

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Azad Nanakeli docet


Lanciano, belvedere di San Biagio. Acquerello su taccuino Sennelier. Azad Nanakeli docet.
Lanciano, belvedere di San Biagio. Acquerello su taccuino Sennelier.
Lanciano, belvedere delle torri montanare. Acquerello su taccuino Sennelier. Azad Nanakeli docet.
Lanciano, belvedere delle torri montanare. Vento e sole.
Acquerello su taccuino Sennelier.

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Azad Nanakeli docet!

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Collettiva 7, 8 e 9 Ottobre – T106: Ritratti di Cina – quadri in mostra


Liu Jingping, grafite e carboncino su busta da lettera, 30 x 20

Liu Jingping, grafite e carboncino su busta da lettera, cm. 30 x 20

 

Liu Jingping, grafite, carboncino, acquerello e Gouache su patchwork, cm 30 x 20

Liu Jingping, grafite, carboncino, acquerello e Gouache su patchwork, cm 30 x 20

 

Uomo incantato davanti al sorgere del sole a Tiantan. Grafite, carboncino, acquerello e Gouache su busta da lettera, cm 30 x 20

Uomo incantato davanti al sorgere del sole a Tiantan. Grafite, carboncino, acquerello e Gouache su busta da lettera, cm 30 x 20

 

Zia. Grafite su carta e sigilli. Cm 20 x 40

Zia. Grafite su carta e sigilli. Cm 20 x 40

 

Xu Weixin. Gouache, acquerello e grafite su copertina di libro. Cm. 30 x 30

Xu Weixin. Gouache, acquerello e grafite su copertina di libro. Cm. 30 x 30

 

Shi Laoshi. Grafite su carta, cm. 30 x 40 circa

Shi Laoshi. Grafite su carta, cm. 30 x 40 circa

 

Bambina e sua nonna. Pastelli ad olio su carta artistica fabriano satinata da 300gr., cm. 30 x 40 circa.

Bambina e sua nonna. Pastelli ad olio su carta artistica fabriano satinata da 300gr., cm. 30 x 40 circa.

 

Fu Yang. Acquerello, Goucache, grafite e carboncino su patchwork. Cm. 30 x 40 circa.

Fu Yang. Acquerello, Goucache, grafite e carboncino su patchwork. Cm. 30 x 40 circa.

 

Lijiang, un anziano. Grafite, acquerello e Gouache su busta da lettera, cm. 30 x 40 circa.

Lijiang, un anziano. Grafite, acquerello e Gouache su busta da lettera, cm. 30 x 40 circa.

 

Bambina con copricapo Manciù a Gugong (Città proibita). Grafite e carboncino su patchwork e sigilli. Cm. 30 x 40 circa.

Bambina con copricapo Manciù a Gugong (Città proibita). Grafite e carboncino su patchwork e sigilli. Cm. 30 x 40 circa.

 

Sacerdote Dongba. Lijiang. Grafite, e acquerello su patchwork. Cm. 30 x 40 circa

Sacerdote Dongba. Lijiang. Grafite, e acquerello su patchwork. Cm. 30 x 40 circa

 

Xin Chenxi. Grafite, carboncino, acquerello e Gouache su busta da lettera e patchwork. Ogni tavola cm. 15 x 20 circa.

Xin Chenxi. Grafite, carboncino, acquerello e Gouache su busta da lettera e patchwork. Ogni tavola cm. 15 x 20 circa.

 

Li Mei. Grafite, carboncino, acquerello e Gouache su patchwork. Cm. 30 x 40 circa

Li Mei. Grafite, carboncino, acquerello e Gouache su patchwork. Cm. 30 x 40 circa

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Ritratti di Cina ~ I più significativi tra i ritratti realizzati in viaggi e soggiorni in Cina.

 

Rassegna di arte contemporanea presso i locali dell’Associazione culturale T106

Via Terrazzini 106/110 – Livorno
Dal 7 al 9 Ottobre.

 

 



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7, 8 e 9 Ottobre – Ritratti di Cina – T106 Livorno


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Rassegna di arte contemporanea presso i locali dell’Associazione culturale T106

Via Terrazzini 106/110 – Livorno
Dal 7 al 9 Ottobre.

~

Ritratti di Cina

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In questo lavoro ho raccolto i più significativi tra i ritratti realizzati in Cina in alcuni viaggi e soggiorni dal 2005 al 2015.
Alcuni di questi sono dipinti veloci, istintivi, schizzati su un taccuino o sul primo foglio volante a tiro con un lapis o quanto avessi in quel momento a portata di mano. Altri sono momento espressivo di una fase più complessa, dove le impressioni ricevute dall’incontro quotidiano con centinaia di volti, di situazioni di persone, di paesaggi umani appuntati tra schizzi, note, fotografie e filmati, si sono sedimentate in me, sono state metabolizzate e si sono impastate con significati per me profondi ed intensi al punto da esserne divenute simbolo e vettore, ed infine in un determinato momento questi volti sono riemersi su una superficie pittorica.
早饭 Zǎofàn – Colazione (i) è una di queste ri-emersioni, ri-emergere della vista quotidiana di alcune squadre di operai nei cantieri edili di Pechino e di Shanghai, impastate ed arricchite dallo studio dell’opera straordinaria e dall’amicizia con il grande pittore 徐唯辛 Xú Wéixīn, tappe di una rielaborazione che nel 2010 mi portarono alla realizzazione del quadro a matita, in cui tra la polvere esprimo con una certa chiarezza quale sia la mia posizione ideologica e fisica rispetto alle polemiche ed allo sciacallaggio quotidiano che con tristezza ci è dato di assistere nel mio paese verso la comunità cinese – ormai di III generazione, ma sempre considerata un’emergenza – specialmente in alcune province della Toscana.
Come in 早饭 Zǎofàn, anche in Mal di Cina (ii), 耶稣誕生 Yēsū Dànshēng –
Natività (iii) ed il dittico 可爱的在丽江 Kěàide Zài Líjiāng – Claudia à Lijiang (iv) c’è il riemergere momentaneo delle impressioni del viaggiare in Cina.
Questi ritratti sono impressioni riemerse in espressioni, una fase del vivere il viaggio in Cina non come un baule che si sposta da una coordinata all’altra del Regno di Mezzo, ma dal peregrinare in me stesso in osmosi con l’immensa Cina, e quindi sebbene ci siano lavori che possono essere distinti da una diversa impostazione e realizzazione tecnico-pittorica rispetto all’amata e prediletta combinazione usata per i taccuini:

(taccuino+ patchwork )∗(acquerello+ matite)
—————————————————
(en plein air∗studio)
il tutto appartiene comunque al viaggiare prima, durante e dopo il recarsi fisico in Cina, e quindi il tutto è stato raggruppato ed ordinato per località.
Questa raccolta dunque costituisce una sorta di geografia della Cina a me nota caratterizzata da paesaggi umani: fiumi di rughe nei volti, laghi di occhi, foreste di capelli e boschi di ciglia, rilievi di nasi e zigomi, venti di espressioni percepite a occhi quasi chiusi, tratti che disegnano la mia mappa-chinensis interiore, una Faravelliana “Carte du Tendre” dei luoghi cinesi della mia anima. (v)
C’è quindi una serie di forze e di pulsioni nel viaggiare, nel dipingere viaggiando, e nel continuare a dipingere tornando dal viaggio, che interagiscono in un modo che trovo simile all’interazione ed al rapporto tra l’uomo e la natura in cui vive, uno scambio bidirezionale di interazioni tra l’ambiente e le persone che vi vivono, che non credo si esaurisca in un “trovarsi a vivere lì”, ma che sento come qualcosa di molto più profondo, un qualcosa di biologico, un equilibrio osmotico, ciò che io vivo nel rapporto tra chi ritrae e chi è ritratto.
È un concetto questo del tutto personale, in una visione olistico-animista che ho dell’universo, in cui l’essere umano è un universo, internamente microcosmo (come e cosa penserebbe di noi una cellula? ) specchio ed in continua correlazione con il macrocosmo esterno. (vi)
Nel caso di questi ritratti, ma è un concetto che trovo nel dipingere in generale, questi due mondi, l’esterno e l’interno, non sono dunque scissi e contrapposti, ma poli di un flusso vitale, un soffio, spirito, animazione, che in Cinese è chiamato 氣 qi, un flusso energetico tra l’interiorità del pittore e l’esteriorità del figurato.
In questa ottica, allora, 観 Guan – vedere non è 見 Jian – guardare. 観 Guan, letto kan in Giapponese designa lo sguardo profondo che illumina l’essenziale delle
cose, e 見 Jian, Ken in Giapponese – indica lo sguardo che permette di cogliere la superficie delle cose. (vii)
Ed il compito che avverto come pittore, in questo caso ritrattista, non è rappresentare alla perfezione le forme e la somatica di alcune persone, aspetto che non m’interessa rispetto all’assonanza a cui sono dedito, un accordo sinfonico interiore, senza tanta preoccupazione della somiglianza esteriore, concentrato sull’efficacia del veicolare lo 神 Shen – spirito, nell’espressione di una differente modalità del vedere.
È un vedere non meramente osservativo, obiettivante, ma partecipante, avvolto- avvolgente, che si intrattiene in una relazione con il veduto a volte anche di anni, nell’elusione della consueta distinzione tra soggetto ed oggetto.
Vedente e veduto, emozioni ed ambiente sono elementi sempre inscritti l’uno nell’altro; la loro divisione è puramente nominale, frutto della necessità analitica del discorso, del linguaggio.
Essendo la pittura un linguaggio differente dagli altri, sono interessato ad un vedere più profondo, non superficiale, un vedere che è composto anche da un ascoltare, contemplare, entrare in risonanza con l’oggetto del vedere.
Il vedere diviene anche un esser visto, essere accolto in seno all’ambiente nel quale dirigo lo sguardo, ed esso spazia, si muove, circola, è sferico e non una proiezione mono-direzionata di un raggio ottico: 観 Guan – lo sguardo profondo, contemplare, osservare, il vedere non distratto né superficiale, il comprendere in profondità.
観 Guan riguarda tanto lo “sguardo” quanto lo “spettacolo” che si presenta alla vista, in una in-distinzione di soggettività ed oggettività che è l’intreccio delle dimensioni. (viii)

~~~
i http://www.xiulong.it/Xiuart/?p=527

ii http://www.xiulong.it/Xiuart/?p=305

iii http://www.xiulong.it/Xiuart/?p=360

iv http://www.xiulong.it/Xiuart/?p=566 ; http://www.xiulong.it/Xiuart/?p=755

v ” […] Madeleine De Scudèry nel 1654 disegnò la ” Carte du pays de Tendre ” o “Mappa del Tenero” dando forma grafica alle atmosfere dell’anima e descrivendo l’universo interiore in chiave topografica. L’esercizio preparatorio del Corso di carnet della Scuola del viaggio è il seguente: realizzate nella forma grafico-pittorica di una mappa una descrizione del paesaggio e del territorio delle Cinque Terre, che rifletta però anche qualcosa della vostra “sfera interiore”. L’immenso repertorio dell’iconografia geografica, con le sue convenzioni, dalle Mappae mundi ai portolani a Google Earth vi potrà servire di ispirazione. Tale mappa potrà essere mnemonica per coloro che alle Cinque Terre sono già stati, immaginaria per coloro che non vi sono mai stati: sarà la prima pagina del vostro carnet. […]” Email personale del 04/07/2011 in occasione dei preparativi alla “Scuola di Carnet di Viaggio” c/o Riomaggiore, Le 5 Terre (SP), Luglio 2011.

vi Secondo lo 黃帝內經 Huángdì Nèijīng – Il Canone interno di Huangdi, o anche il Canone Interno dell’imperatore Giallo, antico testo di medicina cinese considerato la fonte fondamentale della medicina cinese per più di due millenni, l’uomo è un microcosmo che rispecchia il più ampio macrocosmo dell’Universo. I principi di Yin e Yang, dei 5 elementi, ecc… che sono parte del macrocosmo, sono applicabili alla stessa stregua al microcosmo umano.

vii K. Tokits, Miyamoto Musashi, DésIris, Paris 1998: 54; K. Tokits, 2004: “Kata. Forma tecnica e divenire nella cultura giappone” : 80; Ghilardi M., 2008 “Shitao sulla pittura”: 30 – 33.

viii Il Samurai Miyamoto Musashi, nel “Capitolo dell’acqua” del suo 五輪書 Go Rin No Sho (Cinese Wǔ Qiāng Shū) – Il Libro del Cinque Anelli o dei Cinque Elementi scrive: “lo sguardo deve essere ampio ed intenso. Vedere e guardare sono due cose differenti. Vedere con forza, guardare con dolcezza. Bisogna osservare ciò che è lontano come se fosse vicino, ciò che è vicino come se fosse lontano”

Stefano Zamblera ~ 羞龍 xiulong



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