Impressions et memoires: vue de Saint Miniato pendant que Je conduis de Florence à Livorno

No Comments

Dipingo l’ultima delle pagine di questa preziosa Moleskine con studi e riflessioni sugli acquerelli dell’amico generoso Azad, mon Maitre di acquerello.

Impressions et memoires: vue de Saint Miniato pendant que Je conduis de Florence à Livorno

Impressions et memoires: vue de Saint Miniato pendant que Je conduis de Florence à Livorno

Come lui lavoro a mano libera, senza alcun disegno in cui delimitare i tocchi di colore macinato, in uno stile che io chiamo Azad-impressionismo, una sorta di neo-impressionismo ad acquerello, costruito come una composizione di solidi (gli edifici) e di sfumati (tutto il resto).

San Miniato allora riappare dal ricordo e dalle impressioni, imprimée pendant que Je conduis da Firenze a Livorno.

Impressions et memoires: vue de Saint Miniato pendant que Je conduis de Florence à Livorno

Ursa Major

Ursa Major

When there’s no light

I can follow

I look at the sky

I look at the Big Dipper

Have You got a place?

A tiny little one would do…

For when I can’t wolk

and I cannot make it on my own

[…] someone swimming against

the corrent…

Elisa, 2009 “Heart the Big Dipper

Il riferimento all’asterismo come un orso (le quattro stelle orientali) inseguito da tre cacciatori (le 3 di coda) è probabilmente il più antico mito a cui l’umanità faccia ancora riferimento.

In altre parti del mondo vengono usati nomi diversi: in Nord America è il grande mestolo, nel Regno Unito è l’aratro.

Alioth (ɛ Ursae Majoris) è la stekka principale della costellazione; di magnitudine 1,76 e dal colore bianco. Dubhe (α Ursae Majoris) è una stella gialla di magnitudine 1,81. Con Merak forma un asterismo noto come I puntatori, in quanto utilizzato per trovare la Stella Polare.

Alkaid (η Ursae Majoris) è una stella azzurra di magnitudine 1,85. Mizar ζ Ursae Majoris è una stella bianca di magnitudine 2,23.

L’identificazione delle 7 stelle principali con la figura di un orso è presente in diverse e distanti civilità e, non avendo questo insieme di stelle alcuna particolare somiglianza con l’animale, una convergenza culturale casuale è altamente improbabile.

Gli abitanti del Nord America condividevano questo mito prima dell’arrivo dei colonizzatori europei, probabilmente portato con sé dai primi esseri umani che colonizzarono il continente 14.000 anni fa.

Etude de l’aquarelle nocturne

Etude de l’aquarelle nocturne fondée sur “I colossi di Memnone. Di notte. In pace” par Stefano Faravelli dans “Egitto, cercando l’aleph

Etude l'aquarelle nocturne

Incigno Taccuinidiviaggio.net con una pagina dedicata a Stefano Faravelli. Una delle cose che ho sempre più desiderato “saper” fare ( o meglio saper come si potrebbe fare) è dipingere la notte e le stelle. Mi metto quindi allo studio di questa tavola tratta dal carnet di viaggio di Stefano sull’Egitto, prendendo nota sula pagina di destra dell’esecuzione, di cosa ho fatto e di come ho fatto, così da poter riconsultare il lavoro nel prossimo notturno che – progetto – si chiamerà Ursa Major.

La “sera. In pace”, guardiamo il prezioso film – documentario che Stefano ci ha donato l’ultima giorno della scuola di Carnet di Riomaggiore. Rimango colpito dalla tavola notturna che raffigura i Colossi di Memnone, essendo poi da tempo alla ricerca di uno spunto per la comprensione dell’acquerello in notturna. La tavola di Stefano è stupenda, ed impiego molto tempo ad osservare il suo stile e la soluzione che rendono questa vista incredibilmente bella e preziosa. J’etude…

Creatures mythiques animales dans les manuscrits naxis: complete preliminary paper (English)

Today (weekend!!) I finally had the time to create and update the pdf of the complete preliminary paper of my Arras 2010′s topic “Creatures mythiques animales dans les manuscrits naxis“.

Having published it online, I’ll be able to quote this work directly in my definitive paper, which is going to be published in the official acts of the congress: in that way I’ll be able to indicate some parts and some sources which are fully explained and available online, in order to be accorded to the authors recommendations, in particular for the length of the paper itself.

The complete preliminary paper is in English, whilest the final  official publication will be in French, thanks to Madame Nathalie Beaux; it’s available directly from here, below there’s the complete URL.

https://www.xiulong.it/Dongba/conferences/Arras2010/Creatures_mythiques_animales_dans_les_manuscrits_naxis.pdf

Livorno 2010 August, the 4th

Carnet de Voyage

Testo reperito da: http://acomeavventura.com/i-carnets-de-voyage/

***

Articolo pubblicato su La Compagnia dei Viaggiatori n.1 luglio-agosto 2007

Per l’intervista a Maya di Giulio, carnettista, clicca qui

Carnet di Maya di Giulio

Per iniziare nulla di più adatto dei Carnets de Voyage, taccuini impreziositi da schizzi e dipinti ad acquerello. Un genere che affonda le proprie radici nella tradizione illuministica e romantica, ma che ha trovato nuovi e appassionati cultori fra quei moderni viaggiatori desiderosi di assaporare in profondità lo spirito dei luoghi e capaci di prendersi tempo per osservare, ascoltare, parlare e riflettere. Se il viaggio vero è la sintesi armonica tra vita attiva e vita contemplativa, i carnet possono allora rappresentarne l’essenza più profonda.

Il Carnet de Voyage, nato come diario di viaggio o sketch-book ad uso personale di viaggiatori e artisti a partire dal XVII secolo, fu utilizzato da pittori illustri come Toulouse Lautrec, Matisse, Van Gogh e Gauguin, da scrittori come Goethe, ma anche da scienziati illuministi o più recentemente da architetti come Le Corbusier e da naturalisti come Fulco Pratesi. Inevitabilmente risentì dell’avvento della fotografia, ma al posto di scomparire, si affermò come genere a sé, soprattutto nei paesi anglosassoni e in Francia.

Si tratta di note diaristiche arricchite da disegni, schizzi e collage dei più svariati elementi: un lavoro d’artigiano che assembla frammenti diversi, mescolando generi e tecniche, per raccontare il proprio viaggio, vicino o lontano non importa. Ne nascono dei pezzi unici, merce rara in un mondo in cui tutto è riprodotto o riproducibile in serie. Talvolta l’autore coglie con pochi tratti di penna gli elementi salienti di un luogo, altre volte il suo sguardo assomiglia a quello di un viandante del passato che racconta nel dettaglio gli scorci caratteristici e i costumi tradizionali attraverso una pittura ad acquerello dal sapore antico. La calligrafia diviene essa stessa ornamento, riempie gli spazi vuoti lasciati dal disegno, completandone e arricchendone il senso. Note e dipinti sono poi impreziositi da collage con biglietti d’ingresso, scontrini, timbri, francobolli, monete, frammenti di manoscritti, piume d’uccello e colorati pezzi di stoffa.

Ogni autore ha il suo stile personale, ma in genere il lavoro è preparato prima della partenza attraverso letture e approfondimenti, svolto sul posto nella sua parte più consistente e terminato al rientro.

L’attrezzatura è semplice: taccuini, carta, penna, colori -pastelli o acquerelli- e una macchina fotografica per fermare momenti particolari. Non deve mancare il dono di una sensibilità artistica da coltivare e affinare, ma, come per la scrittura, servono soprattutto tempo e pazienza per restituire con grazia l’immagine del mondo.

Dunque un viaggiatore-artista attento alla natura e alla gente, curioso delle diversità culturali, desideroso di immergersi nella realtà locale e di soffermarsi sui dettagli, evitando gli stereotipi del turismo di massa e riducendo così l’inevitabile distanza esistente tra viaggiatore e nativo. Infatti, se la macchina fotografica spesso ci restituisce immagini di volti senza nome e di gesti senza storia, un ritratto dipinto può essere solo il frutto di un incontro riuscito, in cui il soggetto acquista davvero importanza, senza trasformarsi nel semplice oggetto di un’istantanea.

Abituati alle fotografie, che privilegiano la sola memoria visiva, o ai racconti, fatti di parole sempre filtrate dalla mente, i carnets de voyage ci fanno riscoprire attraverso i loro spunti molteplici altre forme di percezione, sensazioni tattili e finanche profumi. La loro è una “letteratura disegnata” che, unendo la riflessione della scrittura all’immediatezza dell’immagine, nei suoi esiti più riusciti è capace di evocare la magia dei luoghi e di ricreare le emozioni del viaggio.

A.M.

carnet-fbe.jpg cina-1w.jpg mali-1-w.jpg

Carnets de Voyage pubblicati in Italia:

Beb–Deum, PK12. Viaggi nella Repubblica Centrafricana, FBE 2005, € 15.00

Pierre Polomé, Virgine Brouquet, Istanbul. Viaggio attraverso la Sublime Porta, FBE 2005, € 15.00

Pierre Polomé, Virgine Brouquet, Bollywood.Viaggio alla scoperta del cinema indiano, FBE 2006 € 15.00

Christophe Verdier, Antartide. Un’estate al Polo Sud EDT 2006, € 25.00

Stefano Faravelli, Cina. Carnet di viaggio, EDT 2005, € 35.00

Stefano Faravelli, Mali. Carnet di viaggio, EDT 2005, € 35.00

Le Corbusier, Les voyages d’Allemagne-Voyage d’Orient. Carnets, Ediz. it. e fr., Electa Mondadori € 51.00

Denis Clavreul, Magie d’Africa, White Star, €195

Créatures mythiques animales dans les manuscrits naxis

Stefano ZambleraXiulong

presents

Créatures mythiques animales dans les manuscrits naxis

Complete study made for Arras Congress: “Les signes d’animaux et de créatures mythiques en Orient et en Occident


This is the complete work I’ve made and written for Arras 2010 congress, focused on the signs dedicated to mythical animals in Naxi – Dongba tradition.
According to the  “recommandation aux auteurs”  edited for “Arras Publication du Colloque”  the paper I wrote in English, from which I derived the slides of the presentation of the the congress presented by Mademoiselle Laura Benedikter was too much longer:  1650.00 characters against the edge of 35.000 permitted by the recommandation. Moreover a French traduction is required for the final pubblication of the acts of the congress, thus for the latter – thanks to Nathalie Beaux –  a complete revision and edition of the written studies of the topics is required.
I truly believe that all the material I’ve written should be helpful to be published here, avoiding dipsersion of data, expecially for the concordances and attestations I’ve realized about the animal-deities signs into Naxi Dongba manuscripts, and the cross references among Naxi – Dongba cultural elements and Tibetan/Indian/Chinese ones.

My study of texts of manuscripts, iconographies, detailed analisys of signs of animals associated to supernatural entities evinced:

·Ssù – serpent cult. Based of the veneration of the serpent-tailed and human-body spirits, a life-god entity. Propitiated for granting prosperity and fertility, closely associated to rain and water, able to provoke terrible misfortunes if got hungry with humans. In this study it’s directly related to the traditions of kLu in Tibet, Nāga
in India and Long in China

·Bird-god cult. Bird deities are powerful, strong, able to suppress the serpents-spirits and devour them. Able to spell charms, allied to Shilo the founder of Dongba tradition. In this study the bird-gods of Naxi – Dongba pantheon are associated to mythologies of Khyungchen of Tibet and Garuda of India.

·Serpent vs. Eagle fight myth, here directly related to the mythologies of kLu versus Khyung-chen of Tibet and Naga versus Garuda of India

As emerged from manuscripts and according to Naxi tradition, I mean the central figure of Dongba Shilo not just as the founder of Dongba religion, but as directly related to the Enlightened Buddha sTompa gShen-rab of Bön tradition.

Methodology of research

According to the theme of the colloque, the methodology of study I adopted mostly consisted in the research of signs from documents, as the signs are pictographs which were made of an animal-based graphic unit, directly relate to deities. Once they’ve been found the study of the functions of signs ad of the context was the way followed: identification of readings and meanings associated to pertinent signs, alias the research of the signs’ phonetic and semantic values, the identification and the interpretation of iconographic motifs associated to the pertinent sign.

Then I studied the context, which here is meant as the study of the signs surrounding the pertinent one in an adjacent part of text (mostly the rubric containing the pertinent pictograph), as the research of eventual relationship with surrounding signs in adjacent parts of text for the identification of eventual association patterns among signs,.

Once sign was identified as pertinent, alias study of the sign and its contexts evinced that by this significant a deity was meant, then a deeper analysis I started, focused on the detailed study of the iconography represented by the sign and its variants, the reconstruction of iconologies, also with the help of cross-studies focused on related (but non necessary Naxi) cultural, iconographic and iconologic elements; this methodology permitted to the author some integrations with non Naxi – Dongba directly related documentation, as Indian, Tibetan and Chinese.

First stage of my study, which consisted in the identification of pertinent signs, was performed by the analysis of available sources which contains attestations of pictographs with an animal-based graphic unit. Nature of available sources evinced the possibility of making use of two kind of attestations: direct and indirect attestations.

  • ·Direct attestations: are those performed directly from documents belonging to Naxi – Dongba pictographic tradition: manuscripts, scrolls, wall-paintings, handcrafts and sculptures. Some hundreds of documents are available online thanks to Harvard Yenching web resources, which consist in a selection from their collection of 598 manuscripts. By this web resource is possible to perform direct analysis over Dongba manuscripts, avoiding the difficulties in retrieving of documents.[1]
  • ·Indirect attestations: are those made and evinced from documents which not belong to Naxi – Dongba tradition, but directly or indirectly dedicated or related to Naxi culture and Dongba, in particular dictionaries, Naxi mythology and Dongba culture dedicated studies.[2]

By this two ways of attestation, the signs I identified as pertinent, alias signs associated and identified as a deity, I then recorded in a concordances’ system, with manuscripts’ page, rubric, reading and meaning.

As introduced upper, further analysis of surrounding contexts I performed for identification of possible association of signs: sources evinced a number of not casual association, here meant as recurring pattern, with peculiar reading and meaning, pertinent inside the context of animal-deities belonging to Naxi – Dongba Pantheon.

Such group of pertinent signs evinced by sources from direct and indirect attestations, on a corpus of 78 manuscripts,[3] according to contexts and to dedicated bibliography, scored 1242 attestations of signs of animals associated to 2 main groups of iconographies of deities:

reptile – gods iconography,
with 513 attestations

bird – gods iconography,
with
729 attestations

Analysis of context which the pertinent signs belong to, evinced to me  a very complex pantheon of gods with many subgroups of deities, both in reptile and bird forms: reptile and bird iconographies thus here I meant as two main classes of gods, as from contexts they appear to be antagonist, while inside bird and reptile group of deities the different form of spirits are often in close interaction, share a common origin, and acts in strong influence and interaction with/against humans.

The reptile – deities iconographies was thus characterized of different and distinguished kind of supernatural entities:

· serpent-tailed, human headed with trilobate crown, associated to many readings:  Ssù, Llümun, Ssawndaw and/or mute sign

· dragon iconography, associated to the reading Lu

· serpent iconography, associated to the reading Shi-zi

The bird – deities iconographies also contains at least 3 different gods:

· iconography, associated to the reading Khyut’khyu

· iconography, associated to the reading Dtergko

· iconography, associated to the reading Yuma

For full work please, browse the table of contents below, or the menu on the nav-abr of the header, or again on the right frame: data, concordances and statistics here quoted are completely available.[4]

This paper and all linked material here available in English language is recorded under a Creative Commons license, here published and freely shared for academic purpouse, available to every scholar dedited to Naxi People and Culture and Dongba tradition.

Licenza Creative Commons
Créatures mythiques animales dans les manuscrits naxis by Stefano Zamblera is licensed under a Creative Commons Attribution-NonCommercial-ShareAlike 3.0 Unported License.
Based on a work at www.xiulong.it.


[1] http://nrs.harvard.edu/urn-3:FHCL:hyl00002 For a detailed description of Harvard Yenching web resource and features please, cfr.: https://www.xiulong.it/4.0/Dongba/CENSUS/bycollections/HY/introHY.php

For an exemple of Harvard Yenching manuscripts pertinent to the theme studied (the Ssù cult) and for crossing references with Joseph Rock manuscripts’ collection please, cfr:

https://www.xiulong.it/Dongba/conferences/Arras2010/Attestations/SsuCultManuscriptsCorpus.htm

[2] Particular attention was focused on Dongba pictographs dictionaries and monograph studies dedicated to Dongba religious tradition, with an eye especially focused on Joseph Rock and Chas McKhann works . In particular cfr.: Rock J., 1952, 1963, 1972; McKhann C., 1989, 2003c, 2003d

[3] Here manuscripts are grouped in 3 clusters, just for a more comfortable layout. Data are available online:

https://www.xiulong.it/Dongba/conferences/Arras2010/Attestations/AnimalGodsGeneral.htm


Table of contents

丽江 LiJiang Carnet de Voyage on Japanese Moleskine

Carnet de Voyage - Lijiang, Japanese Moleskine 1

Carnet de Voyage – Lijiang, Japanese Moleskine 1

Questo carnet di viaggio è realizzato su Moleskine giapponese (pagine con rilegatura e piegatura a fisarmonica) con acquerello trasparente, Gouache, inchiostri di china, creta rossa, gialla e bianca per l’impressione dei sigilli cinesi, e patchwork di materiale cartaceo vario.

Su Xiulong.it – Edition ho dedicato a questo lavoro uno spazio ampio, curando anche la codifica dei testi.

Bibliography for Arras 2010

After Arras 2010 colloques have been done, and the work is now focused on the writing of the acts of congress, I’m publishing the bibliography which I consulted to prepare my contribution and relative paper.

A selected bibliography focused on Naxi – Dongba and Lijiang  is however  available  online on author’s website:

After official publication of the acts of the congress I’m going to upload other materials and papers derived directly or indirectly to such studies.

Handwritten draftnotes

Draftnotes page about the serpent-like god Ssu of Naxi - Dongba tradition

Draftnotes page about the serpent-like god Ssu of Naxi – Dongba tradition

A gallery of my draftnotes written while studying for Arras congress: please skip to dedicated page.

Each page is actually saved as jpg, and all are disposed in a gallery (thanks to next-gen); sooner or later I’d like to add an annotated resources on EDITION with this material encoded.

I’m going to implement the annotation of draftnotes by IMT – Image Markup Tool. Files of annotation will be stored on a section of EDITION, and they’ll be linked also from here, once available.

Premio Italia 2010

Ho partecipato a questa edizione del Premio Italia per le Arti Visive 2010 presentando due lavori:

Peonie

牡丹 mǔdān- Peonie

牡丹 mǔdānPeonie, acquerelli ed inchisotro cinese, acquerello, su carta, presentato alla sede ed alla sessione del Premio Italia di Capraia Fiorentina, che mi ha fatto guadagnare un inaspettato invito ad esporre in rassegna

Colazione

Colazione

Colazione, matita su cartoncino nero.

Colazione è un lavoro a cui tengo moltissimo, forse il più intenso che abbia mai realizzato.  Per me molto importante sia dal punto di vista pittorico, sia dal punto di vista tematico e sociale: in entrambe i casi questo lavoro è stato frutto di lunghi pensieri e ripensamenti, di assimilazione dell’arte dell’incredibile Xu Weixin – pittore cinese realista contemporaneo e, per fortuna nostra, vivente – metabolizzazione di certe tematiche sociali che ho vissuto direttamente nella Cina non proprio turistica, tantomeno famosa e famigerata così come riportata dal 99,9% dei media quotidianamente.

Ad aver potuto scegliere, avrei di gran lunga preferito il più infimo riconoscimento a questo lavoro che la premiazione di Peonie, tantopiù che reputo Peonie tecnicamente molto più semplice e molto peggio eseguito di Colazione.

Senza contare le tematiche sociali oggettivamente espresse: personale impegno e volontà a discutere e testimoniare tanto della condizione lavorativa operaia cinese – del nostro emisfero -, quanto dell’evidente e forse del tutto personale necessità e centralità dell’interazione tra popoli e culture.

Adesso, comunque, le mie energie si concentrano intorno ad un lavoro di carnet di viaggio sulla città di Lijiang, in attesa ed in preparazione all’agognato incontro con Faravelli di fine Luglio.

Spero solo che nelle prossime edizioni del Premio Italia e di altre manifestazioni si possa aspirare a partecipare con un lavoro a matita in sezione diversa da quella stessa in cui si gareggi con fotografie ed opere di grafica eseguite con supporti diversi dalle proprie mani, da un temperamatite e dalla gomma pane…

Grazie a Marzia per i suoi consigli e per l’insegnamento prezioso, a Clau per aver avuto la pazienza di guardarmi lavorare  ed a Simone per il suo instancabile lavoro!!!

Social Widgets powered by AB-WebLog.com.